Zeman boccia Pettinari In difesa spazio a Gravillon

Il boemo conferma Bunino nel tridente e punzecchia Brugman: «Deve crescere»
PESCARA. Buran è passato, si torna in campo, anche se i dubbi su questo Pescara sono sempre tanti, sicuramente molti di più rispetto a quelli di Zeman sulla formazione da mandare in campo oggi pomeriggio a Cittadella. Il Delfino non vince in trasferta e non segna su azione da più di due mesi (20 gennaio, 1-0 a Foggia). Il boemo mischia le carte, ma non cambia idee su certi aspetti, come il mercato invernale, l’arrivo dei nuovi acquisti e la posizione del capitano Brugman. «Siamo pronti, ci siano allenati senza problemi anche con la neve», ha detto il tecnico alla vigilia della sfida di Cittadella «È una squadra di valore, come dice anche la classifica, e che gioca meglio quando trova gli spazi. I veneti si esprimono meglio in trasferta». Al Tombolato, infatti, la squadra di Venturato (quarta in classifica) ha alzato bandiera bianca già in sei occasioni. Zeman dovrebbe confermare il tridente offensivo visto contro la Cremonese, ovvero con Falco, Bunino e Capone. Pettinari, quindi, andrà di nuovo in panchina. «Si impegna sempre, ma nelle ultime partite non ha trovato il gol e da lui ci aspettiamo questo», ha detto “Sdengo”.
Le scelte. In difesa, al centro, ci sarà Gravillon al posto dello squalificato Perrotta al centro. Ballottaggio, invece, tra le mezze ali Coulibaly e Valzania, con quest’ultimo (ex di turno) in vantaggio.
Antonio Balzano rischia la panchina e non è un caso se ieri mattina il boemo ha schierato Crescenzi nel ruolo di terzino destro. Brugman confermato nel ruolo di mezzala sinistra e Machin si accomoderà di nuovo in panchina. «Machin è un buon giocatore che vorrei vedere come mezzo sinistro, ma lì c'è Brugman che è difficile da togliere», ma Zeman non risparmia stilettate al capitano biancazzurro. «Non lo vedo in fase di crescita ultimamente. Vorrei che sveltisse più la manovra».
Rosa xxl. Messaggio chiaro e diretto per il 25enne uruguaiano, partito con il gruppo a differenza dei suoi connazionali Elizalde e Baez, non convocati perchè il boemo ha preferito fare altre scelte. «Rimangono a casa perchè abbiamo raggiunto il numero massimo. Rosa ampia? Sì, direi che siamo ancora tanti, anche in allenamento provare a giocare 13 contro 13 non è facile». Punzecchiata alla società, ma non è la sola visto che si torna a parlare delle cessioni fatte a gennaio.
Ruggini di mercato. «Nel fare il mercato c’è sempre un interesse per i soldi, ci sono giocatori come Benali e Zampano che li vogliono tutti e altri giocatori che non si riescono a vendere. Le squadre è giusto che le facciano le società ma è anche giusto che venga ascoltato l’allenatore», anche se Benali è andato via per incompatibilità di idee con il boemo. «Non ha accettato di fare l’esterno. È andato via per questo».
A questa squadra, a detta di alcuni dei protagonisti, manca un pizzico di autostima: «Tutti i miei giocatori si sentono molto bravi però poi devono dimostrarlo sul campo. Noi abbiamo sempre il problema di giocare con la palla tra i piedi mentre io voglio giocare nello spazio, però mancano ancora tante giornate e si può fare ancora tutto». La speranza è l’ultima a morire, certo, ma questo Pescara ha deluso in tante occasioni.
Biancazzurro mancato. Ora, però, bisogna provare a battere il Cittadella di Luca Vido, bomber scuola Milan inseguito da Zeman dalla scorsa estate: «Lo volevamo, ma non siamo riusciti ad averlo», commenta il tecnico del Pescara a tre punti dalla zona play off «Poteva servirci in questa squadra, mi è dispiaciuto ma non sempre ci si riesce a prendere certi giocatori».
Zeman pentastellato. E poi chiude replicando alle tante polemiche sulla sua dichiarazione di voto per il Movimento 5 Stelle. «Io non seguo quello che dicono gli altri. Ripeto però il concetto e io penso che non c'è il voto segreto e uno si può schierare anche pubblicamente». È la risposta di Zeman, il quale, in un momento così delicato, oltre che pensare ai problemi del suo Pescara, ha deciso di schierarsi pubblicamente a livello politico.
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