Zeman: non sono pentito di essere tornato a Pescara

14 Maggio 2017

Il tecnico: pensavo di farcela, ci siamo abituati alle sconfitte senza reagire

PESCARA. Nessun rimpianto. Se potesse tornare indietro non cambierebbe idea. Zdenek Zeman è ancora convinto di aver fatto la scelta giusta accettando l’offerta del Pescara che a febbraio lo ha chiamato per sostituire Massimo Oddo. A dire il vero, in pochi sarebbero saliti su quella nave alla deriva che era destinata ad affondare. E infatti così è successo. Eppure l’allenatore boemo è ancora convinto di aver preso la decisione migliore. «Non mi sono pentito», rivela Zeman, «rifarei esattamente la stessa cosa. Ero convinto che ci fossero le possibilità di invertire la rotta. E sono ancora dell’idea che sul piano tecnico e qualitativo, la squadra sia superiore al Crotone. Il problema è stato secondo me esclusivamente mentale. L’abitudine alle sconfitte non ci ha permesso di esprimerci al meglio togliendo ai ragazzi l’autostima e la consapevolezza dei loro mezzi. Inoltre, molti calciatori venivano dalla vittoria del campionato di B e pensavano di essere arrivati al traguardo, invece bisognava tenersi stretta la serie A lavorando sempre di più per migliorare».
Il clamoroso successo (5-0) sul Genoa ha illuso tutti, ma il sogno di tornare in corsa per la salvezza è durato soltanto una settimana. «Purtroppo non sono riuscito a mutare il corso della stagione. Di sicuro, dopo la prima vittoria col Genoa speravo di cambiare marcia. Poi è arrivata la sconfitta contro il Chievo Verona che è stata determinante in senso negativo. Ci ha tagliato le gambe. Il guaio è che alla prima difficoltà la squadra molla e non reagisce».
Il Pescara è già retrocesso, ma il boemo vuole fare bella figura oggi (ore 15) al Dall’Ara. Tre anni fa, il tecnico biancazzurro fu a un passo dalla panchina rossoblù. «In realtà avevo firmato il contratto, poi la situazione cambiò. Da quello che sentivo in giro quella dirigenza non aveva futuro. Solo in seguito arrivò la nuova società. In ogni caso, a Bologna mi aspetto qualcosa di diverso dalla mia squadra. Con il Crotone ci siamo espressi meglio delle gare precedenti, ma voglio al Dall’Ara voglio di più».
A fine stagione l’organico verrà stravolto. «Non mi va di parlare di mercato, ma sicuramente cambieremo qualcosa per la B». A Bologna verrà confermato Brugman che all’inizio con Zeman ha fatto fatica a trovare spazio. «Lui ha caratteristiche molto offensive. Con il Crotone abbiamo giocato per vincere e ho schierato lui, ma contro la Juventus e la Roma non poteva agire da play maker. Brugman è in Italia da cinque o sei anni, però non ha mai fatto la differenza, anche se tecnicamente è un ottimo calciatore». Muric o Kastanos si giocano una maglia. Zeman bacchetta entrambi. «Muric ha problemi di inserimento nello spogliatoio visto che parla poco l’italiano. Kastanos deve capire cosa vuole fare da grande. In Primavera faceva la differenza, però la A è diversa».
Venerdì il boemo ha festeggiato i 70 anni insieme ai familiari e agli amici. Zeman ha ricevuto migliaia di messaggi di auguri e alla vigilia della sfida con il Bologna ha voluto ringraziare tutti. «Mi hanno fatto piacere tutti gli auguri ricevuti. Totti? Sì, me li ha fatti anche lui».
Poi un commento sulla vittoria del Chelsea di Antonio Conte in Premier League. «Faccio i complimenti a Conte per il risultato ottenuto. È riuscito a farsi rispettare e ad imporsi in un campionato completamente diverso dal nostro. A cominciare dall’alimentazione passando per il numero di allenamenti. È stata un’impresa più difficile di quella fatta con la Juventus». Infine, su Spalletti che non ha concesso la passerella a Totti nel match col Milan. «Spalletti ha sempre detto che per lui è più importante la squadra rispetto ai singoli. Se la vede così non posso dire altro. Posso essere in disaccordo, però non mi va di fare polemiche...».
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