Zeman è carico: «Proveremo a divertirci»

Il boemo trova un neo: «Rosa da sfoltire, mica facciamo il calcio fiorentino!»
INVIATO A RIVISONDOLI. Sudore, gradoni, balzi e lacrime. Il sipario sul Pescara di Zeman 3.0 è stato alzato ieri pomeriggio, a Rivisondoli,c on il primo allenamento. Abbronzato, carico, con la sua immancabile sigaretta tra le mani, il boemo si è presentato ai blocchi di partenza con grandi motivazioni. Dopo il buio e il nulla del passato campionato il tecnico di Praga avrà il compito di far ricredere gli scettici cercando di rilanciare il Delfino.
Zeman, si riparte con la serie A nel mirino?
«Come tutte le squadre, che partono con delle ambizioni, vogliamo fare il meglio possibile. Non sempre si centrano gli obiettivi, ma spero di riuscire a fare un bel lavoro anche se adesso siamo un po’ troppi in organico. Tuttavia, mi auguro che si possa lavorare bene e creare una base per una squadra che faccia risultati e divertire».
Se l’aspettava una rosa cosi extralarge?
«Penso che siamo migliorati rispetto a sei anni fa. Nella mia prima esperienza, infatti, in ritiro ne eravamo 42, mentre oggi siamo meno di 40 (sorride, ndr). Siamo messi meglio. Certamente la rosa non può rimanere così, poi bisognerà vedere se andranno via quelli più bravi, ovvero quelli che hanno delle richieste di mercato, o quelli che non riescono ad entrare nei meccanismi».
Ha intenzione di dividere l’organico in due gruppi per lavorare meglio?
«Noi non facciamo calcio fiorentino, e non giochiamo 90 contro 90. Il nostro è calcio a 11 ed è normale che ci sarà qualche problema. Con due gruppi, anche se si allenano negli stessi orari, si potrebbe fare».
Due gruppi divisi in coloro che fanno parte del progetto e in quelli che non rientrano nei piani tecnici?
«No, in partenza farò due gruppi senza distinzioni. Ora vorrei dedicarmi ai nuovi per giudicarli meglio».
La preparazione di Zeman è durissima, ci sarà qualche novità in questo ritiro?
«La preparazione viene fatta così da 30 anni e non è morto mai nessuno, quindi non è così dura. La prima parte sarà sempre uguale, con corsa, balzi e poi il resto. Spero che porterà i frutti. La mentalità però deve essere alla base del lavoro. Quando sono arrivato l’anno scorso non c’erano stimoli per lottare, mentre, quest’anno, lavorando dall’inizio, dovrebbe cambiare. L’anno scorso mi ricordo bene che a livello di gioco il Pescara era valido. Ricordo la prima partita con il Napoli, per esempio, e lì c’erano motivazioni e voglia. Spero che sia così anche quest’anno, perché le motivazioni conteranno sempre».
Con quanti giocatori vorrebbe lavorare?
«Con 24-25, ma non dipende da me perché i tesserati li devi allenare per forza e fino al 31 agosto il mercato è aperto».
Parliamo di Ganz: perché lo ha voluto fortemente?
«E’ un giocatore importante. Tecnicamente è valido anche se l’anno scorso col Verona non ha avuto tanto spazio perché davanti aveva un giocatore (Pazzini, ndr) che faceva due gol a partita. Mi auguro che con noi faccia come due anni fa a Como. L’anno scorso ci mancava un goleador e adesso è arrivato perché Ganz ha delle caratteristiche ben precise che a noi occorrevano».
Sulla mancata cessione di Pigliacelli, da lei bloccata, che cosa pensa?
«Per qualità e caratteristiche è adatto al mio tipo di gioco e alla mia idea di portiere».
Richieste di mercato le ha fatte sicuramente, ma probabilmente lei vorrebbe arrivare quanto prima alla rosa definitiva. Vero?
«Sarebbe ottimale. Una volta era più semplice, mentre adesso con il mercato aperto fino al 31 agosto diventa complesso avere una rosa definitiva. Nessuna squadra è completa e continua a fare mercato».
Guido Nanni è il nuovo preparatore dei portieri del Pescara. Come mai visto che la società aveva ufficializzato Aldegani?
«Sono contento perché conosco Nanni da tempo e alla Roma ha allenato portieri importanti ed è un grande professionista. Aldegani, che fino all’anno scorso faceva il portiere, secondo me non era pronto per fare fin da subito il preparatore. Ringrazio la società che mi ha dato la possibilità di portare un professionista vero».
Ha messo un veto sui pezzi pregiati, come Zampano, Benali, Biraghi Memushaj?
«Non ho mai messo veti sulle vendite. Se la società vende vuol dire che ha dei vantaggi, poi ci sono tanti giocatori che possono sostituire i partenti».
Che cosa si sente di promettere ai tifosi del Pescara?
«Metterò il massimo impegno cercando di far divertire attraverso i risultati; poi, però, è normale che nel calcio non sempre ci si riesce, ma bisogna provarci».
Soddisfatto del mercato fatto finora della società?
«Penso che il club sia riuscito ad assicurarsi giocatori giovani di grosso talento, speriamo che riusciranno a mettere in mostra il talento».
In mezzo a questi nuovi ragazzotti riuscirà a tirare fuori qualche campioni, come fece con Immobile, Insigne e Verratti?
«Si vedrà a fine campionato… Per me ci sono giocatori con buoni mezzi tecnici, ma devono confermare tutto sul campo visto che c’è gente dalla Primavera o che arriva dalla serie C».
Il Pescara tra le prime 5?
«Io vorrei che sia così, ma si vedrà solo sul campo».
Chiudiamo con Eusebio Di Francesco. L’allenatore della Roma, scherzando, ha detto che il problema alle anche che ha avuto è dovuto alle sue terribili preparazioni
«Non è vero, perché il suo problema erano le gambe storte».
E giù un sorriso di augurio per la nuova stagione che inizia in altura.
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