Teramo

Abusi sessuali sulle allieve in palestra: condanna di 10 anni all’istruttore

3 Aprile 2026

Il caso di Silvi. Rito abbreviato per il 41enne accusato da quattro ragazzine tra 11 e 13 anni. La lettera di una vittima: «Ho pensato di farla finita»

TERAMO. La lettera di una ragazzina di 11 anni è una manciata di parole che ferma il tempo e il respiro di chi ascolta: «Io dopo quello che è successo ho pensato di farla finita». Perché se nelle aule di tribunale i fatti inseguono una loro verità, almeno giudiziaria, la vita fuori dai codici è altro.

E allora non si può che partire da quelle parole per fare la cronaca del processo con il rito abbreviato che, in primo grado, si chiude con la condanna a 10 anni dell’istruttore di palestra di Silvi accusato di abusi sessuali su quattro allieve minorenni, tutte sotto i 14 anni. Ma è la lettera di una delle vittime depositata agli atti e scandita in udienza dall’avvocata di parte civile Monica Passamonti a segnare per sempre il prima e il dopo della vita di una ragazzina vittima di violenza sessuale.

La sentenza di condanna è stata pronunciata dal giudice Lorenzo Prudenzano al termine del rito abbreviato chiesto dall’imputato (difeso dagli avvocati Ida Nardi e Gabriele Rapali) con la pm Elisabetta Labanti, titolare del fascicolo, che per il 41enne ha chiesto una condanna a 11 anni. Nel corso dell’udienza i difensori, che dopo la sentenza hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, hanno sollevato una eccezione su una parte di un incidente probatorio, eccezione che è stata respinta dal giudice. Le motivazioni saranno depositate tra 15 giorni.

Così l’avvocata Passamonti, legale di parte civile dei genitori della 11enne che con la loro denuncia hanno fatto scattare l’inchiesta: «Finalmente questa prima fase è finita ed è dimostrata la responsabilità di quest’uomo che ha rovinato la vita a una bimba di 11 anni. Questo sperando che la notizia della condanna che la piccola riceverà possa restituirle in parte quel sollievo che impiegherà tantissimi anni a recuperare». L’uomo, titolare di una palestra e istruttore di arti da combattimento, da luglio è agli arresti domiciliari con la pesante accusa di violenza e abusi sessuali sulle allieve tutte sotto i 14 anni all’epoca dei fatti.

L’indagine, portata avanti dalla squadra mobile di Teramo, è scattata dopo la denuncia presentata dai genitori della ragazzina di 11 anni che all’epoca frequentava la palestra. Nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare le incriminazioni hanno preso forma nei racconti delle ragazzine che si sono confidate prima con un insegnante e poi con i loro genitori facendo scattare la denuncia. Secondo le accuse l’uomo, che si è sempre avvalso della facoltà non rispondere, in più occasioni avrebbe molestato e abusato sessualmente delle minori. In molti casi avrebbe fatto spogliare le bambine con la scusa di pesarle. In quelle occasioni, separatamente, le avrebbe fatte salire in una stanza che si trova sopra la palestra e dopo aver chiuso la porta a chiave, le avrebbe fatte spogliare della biancheria intima prima di farle salire sulla bilancia. Cosa che, è ricostruito nelle pagine del provvedimento, non avrebbe fatto con gli allievi della stessa età fatti salire sulla bilancia con la biancheria intima. Gli episodi di violenza sarebbero iniziati nel dicembre del 2024. La prima a raccogliere le confidenze delle ragazzine è stata una loro insegnante di scuola che, dopo aver percepito la gravità della situazione, le ha convinte a raccontare tutto ai genitori. Durante gli accertamenti sono stati acquisiti anche alcuni messaggi Whatsapp che l’uomo avrebbe inviato alle minori, dal contenuto ritenuto «rilevante».

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