Abusi sulla nipotina, condannato a 8 anni

10 Gennaio 2026

La bambina all’epoca dei fatti ne aveva cinque. Il 76enne nel 2014 già dichiarato colpevole in Appello per un altro caso

TERAMO. «Da quel giorno nostra figlia è terrorizzata» hanno ripetuto in aula una mamma e un papà che, dopo essere precipitati nell’inferno e averlo attraversato per quanto lungo fosse e sia, in questi anni hanno trasformato la disperazione in una lotta senza tregua per avere giustizia. Che è arrivata con la sentenza di primo grado. Un 76enne teramano accusato di aver abusato sessualmente della nipotina di 5 anni e per questo arrestato, ieri è stato condannato a 8 anni e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro, oltre a una serie di interdizioni tra cui il divieto assoluto di avvicinarsi a luoghi frequentati da minorenni.

Nel processo davanti al collegio presieduto dalla giudice Claudia Di Valerio (a latere i giudici Emanuele Ursini e Martina Pollera) i genitori si sono costituiti parte civile rappresentati dall’avvocata Martina Barnabei. L’uomo è stato difeso dagli avvocati Antonio Di Gaspare e Filomena Gramenzi che hanno annunciato, una volta depositate le motivazioni, il ricorso in appello. Al termine della requisitoria la pm Silvia Scamurra ha chiesto una condanna a 12 anni. Lo stesso anziano nel 2014 è stato condannato in primo grado per violenza sessuale su un’altra minore di 14 anni, sempre una familiare. Condanna confermata dalla Corte d’appello e prescritta in Cassazione.

Una storia che prima ancora che negli atti processuali, è stata scolpita in aula dai genitori della piccola. Il papà ha raccontato che con la sua famiglia, che vive in Germania, nell’estate del 2022 era tornato in vacanza per trascorrere qualche giorno a casa dei parenti. E proprio in quest’occasione la bambina era stata abusata dallo zio in un garage. Sarebbe stata la mamma della piccola a intervenire dopo aver visto la piccola uscire in lacrime. Immediatamente la denuncia ai carabinieri e successivamente, a distanza di mesi, l’arresto dell’uomo su ordinanza di custodia cautelare con la detenzione ai domiciliari.

Nel corso dell’inchiesta, delicata e complessa con lo sono tutte quelle che coinvolgono minorenni per la fragilità delle vittime e per le difficoltà a raccontare l’indicibile, la piccola è stata sentita durante un incidente probatorio al termine del quale il perito nominato dal tribunale ha stabilito la sua capacità a ricordare e raccontare. L’incidente probatorio rappresenta un passaggio giuridico fondamentale, così come stabilito dalla Carta di Noto, che detta le linee guida per l’esame dei minorenni vittime di abusi sessuali.

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