Accoltellò la ex, per la perizia bis è capace di intendere e di volere

13 Ottobre 2021

Riconsegnato l’accertamento disposto dall’Appello sul 36enne operaio di Corropoli, Fabiano Cistola L’uomo in primo grado è stato condannato a 10 anni per il tentato omicidio di Giusy Montecchia

TORTORETO. «Capace di intendere e di volere al momento dei fatti»: l’imputabilità in una delle formule più note del codice penale scandisce la voluminosa documentazione della perizia che lo psichiatra forense Stefano Ferracuti ha firmato per Fabiano Cistola, il 36enne operaio di Corropoli condannato in primo grado a dieci anni per il tentato omicidio della 39enne ex fidanzata Giusy Montecchia.
La nuova perizia è stata disposta dalla Corte d’appello in accoglimento della richiesta fatta dai difensori Gennaro Lettieri e Claudio Iaconi. Per Cistola il tribunale di Teramo aveva disposto una perizia psichiatrica che aveva stabilito come l’uomo fosse capace di intendere e di volere. In sede di Appello i difensori avevano chiesto una nuova perizia così scrivendo nel ricorso: «L’esame condotto dal perito è stato ben lungi dall’essere approfondito né ha tenuto conto delle precedenti diagnosi riferite ai disturbi psichici sofferti dall’imputato. La relazione descrive l’evento così come riferito negli atti senza svolgere alcuna valutazione sulle mosse compiute dall’imputato». E ancora: «Il perito, nel dare risposta ai quesiti posti dal gup circa la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento del fatto, come accennato indicava la presenza di un disturbo maggiore di depressione grave e un disturbo d’ansia generalizzato, riferiva inoltre che al momento del fatto il soggetto presentava una notevole carica emotiva correlabile in parte alla rilevante quota d’ansia e depressione presente da tempo e peggiorata negli ultimi giorni a seguito dell’allontanamento della ex compagna e della interruzione repentina delle terapia farmacologica antidepressiva e stabilizzante. Ciò nonostante, a parere dello stesso Cistola era in grado di comprendere il disvalore delle proprie azioni se non fosse che nella stessa relazione il consulente riconosceva che l’imputato non presentava un pieno controllo dei propri impulsi». Ferracuti, che in passato si è occupato anche dell’esame a uno dei due cittadini americani condannati per l’omicidio a Roma del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ha più volte incontrato Cistola che attualmente si trova agli arresti domiciliari in una comunità protetta. Nel febbraio del 2019 Cistola sferrò quattordici coltellate alla donna che lo aveva da poco lasciato dopo una convivenza, aggredendola sul lungomare di Tortoreto. La mattina del 22 febbraio, dopo aver squarciato con un taglierino la gomma dell’auto della ex, Cistola tornò a casa per prendere il coltello da cucina con cui pochi minuti dopo sferrò quattordici fendenti alla donna colpendola al ventre e al torace. Venne arrestato a poca distanza dopo una breve fuga.
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