Accolto il ricorso dei camperisti: è annullato il divieto di fermata

Il sindaco Camaioni nel 2016 aveva firmato l’ordinanza per impedire ai nomadi in caravan di sostare I giudici bocciano il provvedimento parlando di «eccesso di potere» e «disparità di trattamento»
MARTINSICURO. Il Tar Abruzzo ha accolto il ricorso presentato dall’associazione nazionale “Coordinamento camperisti” e annullato l’ordinanza del Comune di Martinsicuro nella quale veniva vietata la fermata dei camper in due zone della cittadina, via Baracca all’incrocio con il lungomare Italia a Villa Rosa e l’estremo nord del lungomare Europa, a ridosso della foce del fiume Tronto a Martinsicuro. Dura la sentenza nei confronti del Comune, con il tribunale amministrativo che nella sentenza usa termini come «incompetenza, violazione dell’articolo 185 del codice della strada, violazione delle direttive ministeriali del codice della strada, eccesso di potere per sviamento, contraddittorietà, illogicità, falsità dei presupposti, disparità di trattamento e difetto di istruttoria».
L’amministrazione comunale, che non si è costituita in giudizio, aveva emesso l’ordinanza in considerazione che «gli utenti di auto-caravan si dividono tra turisti e nomadi. In relazione a questi ultimi, che utilizzano tali veicoli come dimora abituale, la sosta sarebbe propedeutica all’occupazione della sede stradale impedendo la fruizione ad altri utenti e creando problemi igienico-sanitari e di decoro dell’ambiente». Con il provvedimento impugnato il Comune di Martinsicuro vietava ai proprietari di auto-caravan la fermata, ossia «la temporanea sospensione della marcia del veicolo per consentire la salita o discesa di persone o per altre esigenze di brevissima durata, in ogni caso con la presenza del conducente pronto a riprendere la marcia». I giudici del Tar hanno bocciato l’ordinanza comunale rilevando che «i provvedimenti, anche se restrittivi, vengono generalmente accettati e rispettati dagli utenti della strada se improntati a criteri ispirati alla logica e alla razionalità delle soluzioni. Occorre quindi che vi sia la necessaria correlazione tra l'interesse pubblico che si vuole perseguire con l'ordinanza e la obiettiva situazione di traffico che si va a modificare, integrare o innovare. Per i motivi predetti, assorbita ogni altra censura, il ricorso deve essere accolto con annullamento dell’ordinanza impugnata e conseguente rimozione della relativa segnaletica».
Ci sono voluti sette anni per arrivare alla sentenza visto che l’ordinanza fu emessa nel 2016 dall’allora sindaco Paolo Camaioni. «La nostra ordinanza non era preordinata», spiega Camaioni, «a ostacolare questa forma di turismo, ma si rese necessaria per impedire di fatto la sosta ai nomadi che puntualmente ogni anno, in estate, deturpava non poco intere zone della nostra cittadina». Va ricordato che nella cittadina truentina non esiste una zona camper con servizi annessi. Da anni i nomadi parcheggiano spesso i camper nel parcheggio del centro commerciale "Il Grillo" a Villa Rosa tra proteste e polemiche. Essendo un’area privata, anche l’intervento della forza pubblica è limitato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

