Aiutò gli abruzzesi, ora l’Abruzzo aiuta lui

23 Dicembre 2015

Colletta della Cri per un romano, volontario dopo il sisma, che ha un figlio con una malattia rara

ROSETO. Quando il terremoto devastò L’Aquila lui non esitò neppure un secondo a fare i bagagli e partire da Roma per andare a dare il suo contributo, carico solo di buona volontà e tanto altruismo. Oggi è l’Abruzzo che si mobilita per sostenerlo nella tragedia che ha colpito il suo bambino. È la storia di Francesco (useremo un nome di fantasia per tutelarne la privacy), un giovane romano, padre di un bambino di otto mesi colpito da una rarissima patologia neurodegenerativa. Il Comitato locale di Roseto della Croce Rossa Italiana ha lanciato una raccolta fondi con l’obiettivo di raggiungere la somma (40mila euro) che consentirebbe di affrontare le spese di un viaggio in America per tentare le cure necessarie a salvare la vita del piccolo.

Il bambino è affetto dalla malattia di Krabbe, rarissima patologia neurodegenerativa che colpisce, secondo le stime, una persona su centomila, motivo per cui la scienza e la ricerca non hanno ancora trovato una cura adeguata per migliorare le condizioni di vita dei piccoli malati, destinati alla morte in tempi molto brevi.

«Abbiamo saputo casualmente della vicenda», racconta Massimiliano Ferrara, presidente del Comitato locale Cri di Roseto che comprende anche i gruppi di Silvi, Atri e Montefino, «e immediatamente ci siamo attivati per dare una mano a una persona che a suo tempo ha mostrato una generosità immensa e un grande amore per l’Abruzzo». Nei giorni del terremoto, come ha raccontato il presidente, Francesco è rimasto per diversi giorni all’Aquila a dare il suo aiuto. In seguito è tornato a fare la sua parte in appoggio al gruppo Cri di Silvi, dandosi da fare per portare pasti caldi e vestiti ai terremotati ospiti in vari alberghi della zona. “Non sappiamo se riusciremo a mettere insieme la somma necessaria per il viaggio della speranza per il piccolo e la sua famiglia» dice ancora il presidente Ferrara,«è però certo che ci proveremo con tutte le nostre forze e siamo sicuri che molti gli abruzzesi saranno al nostro fianco in questa gara per la vita nel nome della solidarietà».

Federico Centola

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