Area archeologica, primi lavori: demolito il vecchio gabbiotto

9 Gennaio 2024

Abbattuta la struttura in muratura di proprietà del Comune, trattative da avviare per quella privata L’assessore Sbraccia: «Entrambe andranno smantellate per la riqualificazione e il decoro della zona»

TERAMO. Al via la demolizione del gabbiotto in muratura in largo Madonna della Grazie. La struttura, di proprietà comunale, si trova all'imbocco di viale Madre Teresa di Calcutta e un tempo ospitava parte di un distributore di carburanti. Ieri è stata allestita l'area di cantiere ed entro poche settimane lo spazio sarà liberato da quello che ormai è un vero e proprio rudere nel cuore della città.
I lavori sarebbero dovuti partire all'inizio della scorsa estate, ma intoppi burocratici ne hanno causato lo slittamento fino a questo momento. Ora la situazione si è sbloccata e la ditta Melozzi si occuperà delle operazioni di demolizione. Non è invece ancora dato sapere se e quando si procederà con la rimozione della struttura adiacente, quella che da decenni ospita un autolavaggio e che è di proprietà di un privato. Nel corso della precedente amministrazione ad occuparsi delle trattative con la titolare dell'attività imprenditoriale era stato l'assessore Valdo Di Bonaventura; ora la palla è passata a Domenico Sbraccia, attuale assessore alle manutenzioni. «Con la titolare dell'autolavaggio ci siederemo a tavolino e concorderemo il da farsi: quella struttura va rimossa perché rientra in un piano più ampio di rigenerazione dell'area, ma chiaramente non vogliamo creare danni all'attività privata» spiega Sbraccia. L'ipotesi è quella del trasferimento dell'autolavaggio in una zona vicinissima all'attuale, ma le trattative fra pubblico e privato sono tutte da avviare. Di certo entrambi i gabbiotti andranno smantellati per ripristinare il decoro della zona e aderire all'intervento di riqualificazione che riguarda l'area archeologica della Madonna delle Grazie. Qui, sul sito storico, vi è un progetto da un milione di euro avviato da parte della Sovrintendenza che mira a valorizzare i reperti romani e fa il paio con un progetto del Comune da 1,8 milioni che dovrà riconnettere lo spazio fra il santuario e Porta Reale. I lavori sull'area archeologica, con lo smantellamento della copertura, sono partiti mesi fa ma da qualche tempo hanno subito una battuta d'arresto spesso finita nel mirino di critiche dei cittadini.
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