Aree bianche, entro l’anno pronta la variante al piano regolatore

Il Comune accelera dopo le cause perse con i proprietari delle zone senza destinazione urbanistica L’iter riguarda 100 appezzamenti. Il presidente della commissione urbanistica: «Siamo a buon punto»
ROSETO. «Entro fine anno vorremmo portare in consiglio il piano di assetto naturalistico, il piano demaniale marittimo, ma soprattutto la variante al piano regolatore per le aree prive di destinazione urbanistica». Sono gli obiettivi dell’amministrazione annunciati dal sindaco Sabatino Di Girolamo dopo la lunga riunione di lunedì pomeriggio insieme all’assessore all’urbanistica Orazio Vannucci, al presidente della commissione urbanistica Giuseppe Di Sante, ai dirigenti e ai progettisti del piano regolatore, che proseguono il loro lavoro per la regolarizzazione delle aree a vincolo decaduto o aree bianche, ovvero prive di destinazione urbanistica. Ne sono circa 100, di cui la metà da destinare a parcheggi e aree verdi, e l’altra metà per le lottizzazioni.
Alcuni appezzamenti sono molto grandi, altri invece sono piccole porzioni di terreno. È un tema importante quello delle aree bianche, un problema che va avanti da diversi anni, perché il Comune è stato costretto a sborsare centinaia di migliaia di euro ad alcuni proprietari di questi terreni che hanno fatto causa all’ente. «Per settembre», precisa il sindaco, «i progettisti si sono impegnati a consegnarci una stesura della variante ai vincoli decaduti, e per fine settembre, secondo un cronoprogramma che abbiamo fatto, sarà portato all’attenzione del gruppo consiliare di maggioranza». Quello di lunedì è stato un lungo incontro dove i progettisti si sono addentrati nei tecnicismi, come conferma Di Sante. «È ancora presto per fare un bilancio», dice Di Sante, «comunque siamo a buon punto. Certo, ci sono aree importanti fabbricabili, e anche altre aree che possono far comodo per l’interesse pubblico, perché si possono ricavare parcheggi o aree verdi». Le elezioni 2021 non sono lontane, il tempo stringe, e l’amministrazione è consapevole che sui temi urbanistici ci sono stati notevoli ritardi determinati dal personale scarso, almeno fino allo scorso anno, e anche dai mesi di chiusura per l’emergenza Covid 19. Oltre alla variante per le aree bianche, ci sono altri importanti strumenti urbanistici da approvare, ad esempio il piano di assetto naturalistico della riserva del Borsacchio, che si attende ormai da più di 10 anni.
Si aspetta inoltre il piano demaniale marittimo, il piano particolareggiato di Roseto Centro, presentato il 10 giugno scorso, che riguarda l’area che va da via Adriatica a nord fino alla statale 150 a sud, e dalla ferrovia al margine collinare, e che servirà per definire le volumetrie, isolato per isolato, con le quali valutare ristrutturazioni, demolizioni e ricostruzioni, e infine il piano di recupero di Casal Thaulero, adottato in consiglio comunale quasi due anni fa.
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