Asl, in centinaia attendono da 6 mesi parte del salario
Mai saldate le prestazioni rese fuori dall’orario di lavoro Cgil e Cisl protestano, il prefetto sollecita il manager
TERAMO. Asl, scoppia la grana dei mancati pagamenti di alcune voci aggiuntive in busta paga. Sia la Fp Cgil che la Cisl Fp protestano per i ritardi. «Siamo costretti», esordisce Andrea Salvi della Cisl Fp, «a sollecitare con forza, ancora una volta, l’erogazione delle somme dovute ai dipendenti a titolo di prestazioni al di fuori dell’orario di lavoro rese al fine di garantire servizi essenziali all’utenza. Da gennaio, infatti, il personale del sistema territoriale di assistenza, quello dell’assistenza domiciliare integrata e quello che fornisce prestazioni specialistiche sul territorio, circa 200 dipendenti, deve percepire sia il compenso per le prestazioni aggiuntive, che, ancor più grave, le somme anticipate a titolo di spese. Questa volta parrebbe che il ritardo nel pagamento sia dovuto alla mancata negoziazione dei budget da assegnare ai vari dipartimenti. Negoziazione che certo non compete al personale incolpevole e che, per semplice logica, dovrebbe avvenire ad inizio anno».
Sull'argomento si è mossa la Cgil che a maggio ha segnalato al prefetto Valter Crudo problemi nei pagamenti dei progetti obiettivo nei pronto soccorso e rianimazione: quelle relative al dicembre 2013, scrive la Cgil, «sono state ingiustamente a arbitrariamente pagate come straordinario». E poi si è in attesa del pagamento del progetto obiettivo relativo alle postazioni del 118 e ai trasporti secondari «prestato nei primi cinque mesi del 2014, a 23 euro l'ora come da regolamento». Crudo ha recepito e scritto al direttore generale Paolo Rolleri: «Pare utile segnalare che un sollecito pagamento, anche parziale, delle spettanze rivendicate, eventualmente circoscritto all'anticipazione del saldo 2013 e primo bimestre 2014, potrebbe risultare utile ad attenuare le difficoltà e dunque la protesta del personale». Infatti la Cgil aveva minacciato di sospendere i progetti obiettivo dal 1° luglio. Il che creerebbe molti problemi nell'area dell'emergenza.
Salvi evidenzia: «È ancora rimasta disattesa la proposta più volte reiterata della creazione di un centro unico di responsabilità che si occupi delle prestazioni aggiuntive e dei progetti obiettivo, in modo anche da uniformare comportamenti e compensi su tutto il territorio provinciale. È inconcepibile che occorra utilizzare, per ottenere il giusto riconoscimento economico, mezzi che non dovrebbero appartenere alle relazioni tra datore di lavoro e lavoratore. Invece succede anche che queste somme, oltre ad essere erogate in ritardo, vengano pagate per un ammontare inferiore a quanto pattuito così com’è avvenuto per il saldo 2013». Per quest’ultimo caso, la Cisl sta valutando la possibilità di adire le vie legali allo scopo di ottenere coattivamente il pagamento. (a.f.)
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