Atri, Ferretti sul commissariato «Noi sempre vicini alla polizia»

Il sindaco ha risposto con una lettera alla dura presa di posizione dei sindacati degli agenti E sul paventato trasferimento dice: «A Roseto gli uffici verrebbero ospitati in un condominio»
ATRI. Il sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti risponde con una lettera alla dura presa di posizione dei sindacati di polizia nei confronti del Comune sul tema dello spostamento del commissariato dalla città ducale a Roseto. «Parole che fanno male», evidenzia il primo cittadino, «perché non corrispondenti alla realtà e perché frutto, forse, di incomprensioni. Come sindaco di Atri fatico nel riconoscermi nelle parole delle organizzazioni sindacali».
Nella lettera Ferretti sottolinea come tutte le amministrazioni che si sono succedute siano «state sempre vicine alla polizia di stato e dunque al comando di Atri, al pari di tutta la politica atriana sempre impegnata per trovare una soluzione idonea ai problemi della sistemazione del commissariato», ricordando anche «i problemi di bilancio di un Comune come Atri, che ha faticato a recuperare le risorse per l’adeguamento dell’edificio dell’ex Pretura, lievitati dagli iniziali 300 mila euro a oltre un milione di euro». Problemi nonostante i quali, continua il sindaco nella nota, «la costanza e l’impegno dell’amministrazione comunale hanno fatto si che oggi il Comune sia assegnatario di un finanziamento di 2,5 milioni di euro che possono essere da subito utilizzati per la costruzione del nuovo commissariato dando finalmente una sede adeguata e prestigiosa all’ente stesso. A Roseto la struttura andrebbe addirittura all’interno di un condominio con svariate abitazioni private. Questa si, soluzione assolutamente mortificante per la professionalità e la dignità della polizia di stato».
Nel chiarire come nessuno abbia «evocato complotti, nemmeno il sottoscritto», Ferretti conclude poi ribadendo come «sia stata avviata un’azione di spostamento all’insaputa delle istituzioni locali, non in coerenza con le ordinarie prassi regolamentari e di rispetto istituzionale e finanche con i principi di leale collaborazione tra pubbliche amministrazioni. Tutto ciò ha generato allarme sociale e istituzionale dividendo le comunità».
Ieri, intanto, a scendere in campo contro il trasferimento degli uffici di polizia di stato è stato anche il consigliere provinciale Giuseppe Cantoro. «È di fondamentale importanza difendere il commissariato atriano», ha sottolineato, «che è espressione della sicurezza pubblica in tutti i Comuni della Val Vino e delle Terre del Cerrano, che insieme raggiungono oltre 60mila abitanti». Ad intervenire sulla questione, ma investe critica, anche il M5S di Atri. « La responsabilità dell’attuale situazione non può che essere di chi ha amministrato negli anni la nostra città», ha detto il consigliere comunale Cinzia Di Luzio, «mostrando disinteresse ed incapacità nel gestire la questione. Non si tratta, come il sindaco Ferretti vuole far credere, di un fulmine a ciel sereno».
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