Attacco di Brucchi all’Anci «Non ha fatto abbastanza»
TERAMO. «L'Anci ha fatto il compitino, ma non basta». Il giorno dopo la pubblicazione del documento di economia e finanza (Def) del governo, con ulteriori misure a favore delle aree terremotate, il...
TERAMO. «L'Anci ha fatto il compitino, ma non basta». Il giorno dopo la pubblicazione del documento di economia e finanza (Def) del governo, con ulteriori misure a favore delle aree terremotate, il sindaco Maurizio Brucchi torna alla carica contro l'associazione nazionale dei Comuni. Se nel testo appena licenziato mancano provvedimenti a sostegno delle amministrazioni locali coinvolte nell'emergenza, secondo il primo cittadino teramano, la colpa è anche dell'Anci che non avrebbe sostenuto a dovere le sollecitazioni lanciate già in sede di approvazione del decreto sisma. Brucchi lo ha evidenziato anche durante la seduta di mercoledì pomeriggio del direttivo del'associazione chiamando in causa direttamente il presidente Antonio De Caro. «Subito dopo Pasqua deve prendere una posizione netta a nei confronti del governo», evidenzia il sindaco, «che ha disatteso le aspettative dei Comuni in difficoltà». Nel Def, infatti, è stata inserita solo l'istituzione della zona economica speciale, con sgravi fiscali e contributivi limitati alle aree urbane. «È una formula vecchia, che si applicava in passato ai centri storici in crisi», tiene a precisare il primo cittadino, «andrebbe estesa a tutto il territorio ma è già qualcosa». Nulla, invece, è stato concesso per l'allentamento dei vincoli e del pareggio di bilancio, nonché per la compensazione delle minori entrate previste sulle tasse locali, in particolare la Tari, a causa dei tanti immobili inagibili ed esentati dai pagamenti. «Non riusciremo neppure a spendere le donazioni», spiega il sindaco, «e andremo in bancarotta». Saranno necessarie, insomma, ulteriori pressioni sul governo e nel caso l'organizzazione di una nuova manifestazione di protesta che, assicura il sindaco, sarà più imponente e fragorosa di quella del 2 marzo.
Le misure dettate nel Def sono ritenute insufficienti anche dal senatore Gaetano Quagliariello. «Resta alto lo spread tra le promesse del governo, le esigenze delle popolazioni e la realtà dei provvedimenti adottati», afferma il presidente del movimento Idea. «L'istituzione delle zone franche va nella direzione da noi auspicata, ma si tratta anche in questo caso di un intervento “de minimis”, precluso ai soggetti economici di maggiori dimensioni». Di opinione diversa è il deputato di Alternativa popolare-Ndc Paolo Tancredi: «L’attenzione del governo e della maggioranza parlamentare ai territori colpiti dal terremoto è confermata, come promesso, anche dal passaggio sul Def. Si tratta di un lavoro lungo, ovviamente non risolvibile con un unico provvedimento; passo dopo passo, però, stiamo cercando di dare le risposte che le popolazioni attendono». L’istituzione delle zone franche, secondo lui, è il tassello più importate nel mosaico degli interventi varati. «Nel merito approfondiremo le misure adottate e ci riserviamo le dovute valutazioni», conclude Tancredi, «avendo come unico obiettivo l’interesse dei comuni colpiti».
Gennaro Della Monica
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