Banda dei bancomat esplosi In 10 scelgono l’abbreviato

25 Gennaio 2019

TERAMO. La banda dei bancomat esplosi sceglie di essere processata con il rito abbreviato. A processo vanno in dieci tra cui Pietro e Michele Intenza, padre e figlio di 42 e 21 anni, originari di...

TERAMO. La banda dei bancomat esplosi sceglie di essere processata con il rito abbreviato. A processo vanno in dieci tra cui Pietro e Michele Intenza, padre e figlio di 42 e 21 anni, originari di Foggia ma da tempo residenti a Tortoreto, considerati dagli investigatori i basisti della banda. Sono stati loro, in un recente incidente probatorio chiesto dal pm proprio per cristallizzare le accuse già fatte nel corso di un precedente interrogatorio in carcere, a raccontare come si muoveva il gruppo tra appostamenti, sopralluoghi e “prove generali”. Per la Procura i due, che hanno rapporti di parentela con un componente della banda, in alcune occasioni avrebbero ospitato i banditi in trasferta. Banditi che, secondo i carabinieri del reparto operativo che li hanno individuati dopo scrupolose indagini, sono professionisti del crimine accusati di aver fatto esplodere dieci bancomat nel Teramano e nell’Ascolano. Tutti esperti nel maneggiare esplosivi, super veloci nell’arraffare i soldi e nella fuga spesso facilitata dai chiodi lanciati in strada per fermare gli inseguitori e tutti provenienti da Cerignola. L’accusa contestata è quella di associazione a delinquere finalizzata ai furti, detenzione di materiale esplodente e danneggiamento.
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