Bandiera blu negata, il Comune scommette tutto sul ministero

Alba chiede di aggiornare i dati e convincere la Fee a riaprire la pratica per ottenere il riconoscimento L’assessore Colonnelli: «Stiamo facendo tutto il possibile, la località ha i requisiti per il vessillo»
ALBA ADRIATICA. Il Comune di Alba Adriatica punta sull’intervento attivo del ministero della Salute per convincere la Fee a riaprire la pratica della Bandiera blu 2021, negata alla città albense sulla base di dati errati sulla qualità della balneazione del tratto antistante via Sardegna e corretti dalla Regione solo pochi giorni fa.
«Abbiamo preso contatti con l’ex ministra Beatrice Lorenzin, che ha preso a cuore la vicenda, nel tentativo di velocizzare la correzione della classificazione anche sul portale delle acque del ministero della Salute, così da consentirci di chiedere alla Fee di riaprire la pratica per la Bandiera blu», ha spiegato ieri in conferenza stampa l’assessore all’ambiente Nicolino Colonnelli, continuando: «Sembra che qualcosa si sia sbloccato in ministero, aspettiamo novità a breve». Quando anche il ministero avrà classificato il tratto antistante via Sardegna come di qualità “eccellente” per la balneazione come ha fatto la Regione, allora «il Comune chiederà allo stesso ministero della Salute di convincere la Fee a riunire la commissione europea di valutazione per rivedere la pratica albense», aggiunge Colonnelli, «Abbiamo già preso contatti con la Fee Italia». Colonnelli ribadisce che Alba Adriatica la Bandiera blu la merita perché ha acque eccellenti: «A parte quello sforamento del maggio 2019 davanti a via Sardegna, immediatamente rientrato nei limiti, negli ultimi quattro anni Alba ha mostrato un mare immacolato. Questo deve essere chiaro».
La conferenza è stata indetta anche per rispondere al gruppo di opposizione Città Viva, che aveva accusato l’amministrazione di “inadeguatezza” e di “toni trionfalistici”. «Eravamo fiduciosi perché Alba aveva e ha tutti i requisiti per riottenere il vessillo», ha replicato l’assessore, «Aspettavo un comportamento diverso dall’opposizione e una presa di posizione unitaria del consiglio comunale, perché il danno non è per tutta la città».
Colonnelli ha poi ricostruito le tappe della vicenda, mostrando le lettere inviate fin dal dicembre 2019 per chiedere all’Arta di pubblicare sul suo sito web le controanalisi che mostravano il rientro dei valori nella normalità dopo il caso di maggio e alla Regione di correggere l’errore nella classificazione del tratto di mare in questione, commesso per due anni consecutivi. «Abbiamo fatto e stiamo facendo tutto il possibile».
L’assessore non replica direttamente a Maurizio Dionisio, direttore generale dell’Arta, che aveva minimizzato il ruolo dell’agenzia che compie le analisi, additando la responsabilità dell’errore di classificazione soprattutto al funzionario regionale che non avrebbe letto la Pec ufficiale con la comunicazione delle controanalisi e al Comune che non si sarebbe attivato immediatamente a maggio. «Siamo davanti a un rimpallo di responsabilità, valuteremo come tutelarci», dice Colonnelli.
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