Botte e insulti dall’ex compagno Salvata sul parapetto del ponte

Una 50enne bloccata dalla polizia, l’uomo è già destinatario di un divieto di avvicinamento La Procura avvia le indagini, si valuta anche una eventuale ipotesi di una istigazione al suicidio
TERAMO. Il tempo, certi drammi, lo perdono. Un’eternità o un secondo, il risultato non cambia. Perché la paura logora quando botte e violenze sono il quotidiano. Non può che partire da qui la cronaca di quello che è successo nella notte tra mercoledì e giovedì alle porte di Teramo quando una donna di 50 anni da tempo vittima di maltrattamenti da parte del compagno (destinatario di un divieto di avvicinamento) ha tentato di uccidersi lanciandosi da un ponte. È stata bloccata dagli agenti di una volante della polizia arrivati dopo l’allarme di un familiare.
Sull’episodio la Procura ha aperto un fascicolo (pm Enrica Medori) e sono in corso vari accertamenti per meglio ricostruire la dinamica. Non si esclude nemmeno l’ipotesi che a carico dell’uomo possa scattare l’accusa di istigazione al suicidio.
Per ora ci sono i primi atti arrivati negli uffici della Procura a scandire un dramma. L’allarme è scattato poco dopo le 3 quando il 113 è stato allertato dalla chiamata di un familiare che ha raccontato come la donna fosse uscita di casa minacciando il gesto estremo. Immediatamente sono scattate le ricerche nella zona (alle porte del capoluogo) e in poco tempo la donna è stata rintracciata in prossimità di un ponte. Immediatamente è stata bloccata dai poliziotti che con grande sensibilità sono riusciti ad avvicinarla e calmarla. Successivamente è stata accompagnata in ospedale.
Agli agenti è bastato poco per ricostruire la storia di maltrattamenti denunciati dalla cinquantenne nei confronti del compagno già destinatario di un provvedimento di un divieto di allontanamento dalla stessa. Ora, su delega della Procura, sono scattati ulteriori accertamenti anche per sentire persone informate sui fatti vicine alla donna. Per ora il fascicolo è senza indagati, ma non si escludono novità una volta ultimate le indagini.
Un caso di cronaca, quellorecente, che racconta più di numeri e statistiche la drammatica condizione delle vittime di maltrattamenti in famiglia. Un fenomeno sempre più in aumento anche nel Teramano dove l’anno scorso sono stati oltre 600 i procedimenti relativi ai reati di genere (400 nel 2019) tra divieti di avvicinamento e misure cautelare in carcere. Perché nell’Italia dei femminicidi senza tregua numeri e storie di maltrattamenti continuano a scandire la cronaca quotidiana, anche nei tempi infiniti di una pandemia. Nonostante nuove leggi, norme giuridiche di più immediata e veloce applicazione (vedi da ultimo il Codice rosso) e una maggiore consapevolezza.
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