Cabinovia, raccolte 1.500 firme per riaprirla

Sono due le petizioni per la riattivazione estiva dell’impianto di Prati di Tivo, una online e una su carta
PIETRACAMELA
Sono già 1.500 le firme alle due petizioni per far riaprire la cabinovia della Madonnina di Prati di Tivo.
È da una settimana online e ha raccolto quasi ottocento adesioni virtuali, anche dall'estero, la petizione lanciata da una cittadina sulla piattaforma web “change.org” indirizzata alla Regione Abruzzo e al Comune di Pietracamela.
L’impianto, che consente di salire ad alta quota, è fermo in piena estate per la mancanza della concessione all’uso dei terreni dove è situato con conseguente crollo del turismo e ripercussioni in tutto il comprensorio. «Riaprire la cabinovia è importante sia per gli utenti del Gran Sasso, che per tutte le attività che gravitano intorno a essa. La situazione economica già compromessa dall'emergenza sanitaria potrebbe aggravarsi ulteriormente con la mancanza di turismo che tali impianti portano in territori come il nostro»: è la motivazione che la promotrice ha inserito nell’istanza e che ha scatenato una serie di commenti. C’è chi polemizza, chi loda il forte legame con il posto e il dispiacere per la vicenda e chi ritiene che si stia perdendo del tempo prezioso. «Il Gran Sasso merita rispetto», «La montagna deve vivere e non morire», «È fondamentale riaprire uno degli accessi principali al Gran Sasso», «I nostri soldi pubblici per tenere un impianto inutilizzato», «È indegno avere una cabinovia del genere e non usarla"»: quesi acuni commenti.
E sono arrivate a più di 700 le firme su carta dell'altra petizione promossa dall'imprenditore locale Antonio Riccioni, indirizzata a Comune, Provincia e Regione e che si possono apporre nel Bar Prati di Tivo, Gran Baita, b&b Villa Olympia. «Sono delle grida di aiuto che arrivano, nell'indifferenza istituzionale, non solo dal nostro territorio, ma da tutto il mondo», ha commentato Riccioni.
Adele Di Feliciantonio
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