Caso Paglione, l’inchiesta bis va a Pescara

13 Settembre 2024

Il giudice si dichiara territorialmente incompetente, ex assessore accusata di circonvenzione d’incapace

TERAMO. Passa al tribunale di Pescara l’inchiesta bis aperta dalla Procura teramana dopo la morte del noto mecenate, gallerista e collezionista d’arte Alfredo Paglione, nato a Tornareccio, nel Chietino, conosciuto in tutta Italia, da tempo residente a Giulianova dove è deceduto nel 2022 a 86 anni. L’inchiesta bis è scattata in seguito al deposito di un testamento. L’indagata è Francesca Guerrucci, uno dei tre imputati nel processo attualmente in corso, accusata di circonvenzione d’incapace perché, si legge nel capo d’imputazione, «induceva Paglione a redigere testamento olografo con cui lasciava tutti i suoi beni immobili e denari a Guerrucci, marito e figli». Il giudice per le udienze preliminari Lorenzo Prudenzano si è dichiarato territorialmente incompetente in quanto il testamento è stato depositato nel territorio di Pescara, accogliendo così l’eccezione presentata dalla difesa dalla donna rappresentata dall’avvocato Alfredo Cappellacci. La Guerrucci, ex assessore comunale di Giulianova, insieme al padre Diodoro, medico ed ex primario ospedaliero, e Nicola Di Sante di Mosciano, è a processo in un dibattimento già iniziato sempre per circonvenzione d’incapace. Secondo l’accusa del pm Laura Colica, titolare del fascicolo, i tre avrebbero approfittato delle precarie condizioni di salute del mecenate per ottenere da lui assegni con grosse cifre e opere d’arte. Il processo davanti al giudice monocratico Emanuele Ursini riprenderà a fine settembre con l’audizione dei carabinieri che hanno analizzato i movimenti sul conto corrente.(d.p.)