ISOLA DEL GRAN SASSO

Cento giorni alla maturità. Penne al cielo e preghiere: in ottomila da San Gabriele

11 Marzo 2026

Nel santuario di Isola si ritrovano ragazzi di Abruzzo e Marche per la benedizione Magliette con slogan, frasi sul tabellone e foto per esorcizzare l’ansia da Esame di Stato

ISOLA DEL GRAN SASSO.

Si è rinnovato ieri, tra migliaia di penne al cielo per la tradizionale benedizione e tra raccomandazioni per ricevere il soprannaturale aiuto di San Gabriele, il tradizionale raduno dei “cento giorni” agli esami di Stato nel santuario ai piedi del Gran Sasso ancora innevato. È iniziato così il conto alla rovescia verso la tanto temuta maturità per gli oltre 8mila (dati della questura) diplomandi arrivati dalle scuole superiori dell’Abruzzo (principalmente dal Teramano, ma anche da Pescara, Penne, Sulmona, Chieti) e delle Marche (San Bendetto, Ascoli, Ripatransone e Fermo), che si sono affidati al santo protettore dei giovani. Un’edizione speciale nel centenario della proclamazione di San Gabriele compatrono della gioventù cattolica italiana e una giornata intensa per i maturandi, tra momenti di preghiera e raccoglimento, come la confessione, la partecipazione alle due messe e la visita alle reliquie del santo nella cripta, ma anche di festa, musica e condivisione.

L’EMOZIONE DEI MATURANDI

Un clima di gioia per la manifestazione che quest’anno ha tagliato il traguardo della 46ª edizione, ma anche di preoccupazione per la maturità che si avvicina. I racconti dei maturandi. «Questa è una giornata di speranza collettiva per gli esami, ma anche per stare insieme, conoscerci e fare amicizia», affermano alcuni studenti del liceo Acerbo di Pescara. Un’occasione che attendevano da inizio anno per alcune studentesse del liceo Saffo di Roseto degli Abruzzi. «I cento giorni e la benedizione sono il finale perfetto per chiudere i cinque anni di scuola», spiega Elena Di Marzio, «affidiamo a San Gabriele il nostro esame di maturità, ma soprattutto i nostri sogni». La compagna di classe Silvia Bravo le fa eco: «Abbiamo affidato al santo i nostri progetti e desideri, come il mio di diventare carabiniere a cavallo, ma anche i nostri cuori e le nostre menti affinché ci illumini quando sosterremo la maturità». Il simpatico motto «Icchè» è riecheggiato nel piazzale del santuario nelle voci di alcuni maturandi del liceo economico – sociale Milli di Teramo o come si sono definiti i ragazzi di “La spedizione dei Milli”. «Icchè è un termine nato per caso da una battuta in classe e lo abbiamo adottato come motto dei cento giorni», racconta Arianna Lancioni, «oggi per noi è una gita di classe perché quest’anno non abbiamo fatto il viaggio di istruzione di quinta e da qui stiamo organizzando un viaggio dopo gli esami».

GLI STUDENTI “SFRATTATI”

Una giornata felice, ma con il retrogusto della nostalgia per gli studenti del liceo Delfico di Teramo dopo il sequestro e la chiusura per motivi di sicurezza dello storico edificio di piazza Dante con la delocalizzazione delle classi negli Istituti Pascal-Forti e nei Musp (moduli scolastici provvisori) dell’area adiacente le due scuole. «Sarebbe stato un bellissimo traguardo sostenere gli esami nella scuola dove siamo cresciuti», confida Alessandro Rapagni, «ma ci siamo ben ambientati nell’Istituto Pascal che ci ospita e lo ringraziamo».

L’INCOGNITA DEL NUOVO ESAME

I diplomandi hanno manifestato più entusiasmo che preoccupazione per il nuovo esame di maturità, introdotto quest’anno dal ministero dell’istruzione, che prevede due prove scritte e l’orale con quattro materie. «Siamo pionieri di questa nuova sperimentazione, ma pensiamo che sia meglio perché all’orale ci sono solo quattro discipline e non c’è la terza prova” hanno spiegato Mariacarol Orsini, Nicole Marrone, Giulia Zanella e Cassandra Candelori. «Il nuovo esame ci sembra più semplice, anche se è un’incognita da definire e capire», aggiungono Alessandro Artoni e Saverio Di Silvestre dell’indirizzo di Scienze applicate del liceo scientifico Einstein di Teramo. «Nel dubbio ci affidiamo a San Gabriele», urla in coro un gruppo di studenti del liceo Marconi di Penne. La benedizione delle penne, magliette, foto ricordo e post-it per San Gabriele.

MESSE E RITO DELLE PENNE

C’è stata tanta partecipazione alle due messe delle 10 e 11,30 dove i maturandi hanno interagito con i padri passionisti, accogliendo le parole di incoraggiamento e ascoltando le testimonianze di alcuni giovani che hanno evidenziato l’importanza della presenza nella vita di Gesù, di San Gabriele e della fede. Il momento più gettonato e sentito è stato il tradizionale rito della benedizione delle penne con migliaia di braccia sollevate al cielo e un fragoroso urlo di gioia e di partecipazione. «Abbiamo fatto benedire tre penne, per sicurezza», esclamano con tono simpatico alcuni ragazzi, «mi sono fatto riportare la penna da nonna da Santa Rita e l’ho fatta benedire qui a San Gabriele: doppia intercessione, doppia benedizione», racconta Antonio Saputelli dell’istituto alberghiero Di Poppa di Teramo che sogna di fare lo chef e di studiare nell’Accademia di Alta cucina. «Ho fatto benedire la penna e intanto spero di essere ammesso agli esami», scherza in tono scaramantico il compagno di classe Francesco De Sanctis.

Grande successo ha riscosso l’angolo della foto ricordo nel pannello a forma di cartolina con l’immagine di San Gabriele, il grande cartellone per le firme e la novità di quest’anno del pannello colorato dinanzi all’urna del santo dove i maturandi hanno attaccato post-it con pensieri e richieste. “Prego che vengo ammesso”, “spero di passare lo scritto di matematica”, “fammi rientrare a medicina” sono alcuni dei biglietti a tema esami: ma altri che spaziano su argomenti diversi. Ad esempio quelli con scritto: “Spero di diventare la versione migliore di me”, “Pace e amore”, “Prego perché mia nonna guarisca”, “Tanta salute”, “Che sia felice sempre”.

LE T-SHIRT COLORATE

E non è mancato il tripudio delle iconiche magliette indossate dagli studenti, il simbolo del raduno: colorate, stampate o disegnate, le t-shirt “cento giorni” con le frasi sugli esami ironiche e colorite, alcune in dialetto, hanno trionfato anche in questa edizione. “Né Virgilio, né Boccaccio, all’esame Campari con ghiaccio”, “Un 100 sarebbe gradito, ma anche un 60 più mojito”, “60? Wow brrrividi”, “Noncela sentiamo”, “Agli esami ci pensa Dio, ora a divertirmi ci penso io”, “Sangapriè facc la grazj”, “N’tnem li bas” alcune delle scritte.

COME NASCE IL RADUNO

La brillante o forse casuale idea di un gruppo di studenti teramani ben 46 anni fa diede vita a una delle manifestazioni più sentite e conosciute nel Centro Italia. «I cento giorni agli esami” sono nati nel 1980 quando arrivarono al santuario prima 5/6 studenti delle scuole superiori di Teramo e nel giro di una settimana un’altra decina di compagni di classe fino ad arrivare a un centinaio di maturandi che ebbero l’idea di chiedere l’intercessione del Santo per la maturità», racconta il responsabile dell’ufficio stampa padre Vincenzo Fabri, «da lì è partito il passaparola che ha fatto aumentare, nei primi anni ‘80, sempre di più la presenza di maturandi nel centesimo giorno dalla data della prima prova d’esame e che ha spinto il santuario a farlo diventare un appuntamento fisso e organizzato. I cento giorni», continua, «sono tra i ricordi più belli di intere generazioni di studenti devoti al santo dei giovani e hanno avuto sempre un grande riscontro, in particolare alla fine degli anni ‘90 e inizi Duemila quando abbiamo toccato numeri da record». Una manifestazione cambiata nella forma, ma non nella sostanza e nella spiritualità, e che si è adeguata ai tempi con iniziative come il concerto nel piazzale, i collegamenti con la radio e la presenza di format radiofonici noti. E con il recente approdo sui social, grazie ai gruppi Instagram “Gioventù Passionista” e Facebook “Gioventù Passionista di San Gabriele” con un successo oltre ogni aspettativa. «Una chiesa che si avvicina ai giovani» come la definiscono tanti maturandi che hanno apprezzato l’apertura alla modernità, pur mantenendo salda una forte spiritualità. Con soddisfazione il rettore padre Raffaele De Fulvio commenta: «Il raduno è andato meravigliosamente bene, c’è stata la partecipazione attiva dei diplomandi con la chiesa gremita nelle due messe e tante confessioni. I ragazzi e le ragazze hanno aperto il loro cuore pulito, desiderosi di costruire il proprio futuro: tanti giovani che si sono ritrovati insieme e hanno incontrato un giovane come loro, San Gabriele, che ha trasmesso un messaggio diverso da quello che dà loro il mondo».

le misure di sicurezza

Nessuna criticità a livello di sicurezza. «Una giornata senza criticità grazie a un lavoro meticoloso di filtraggio eseguito negli anni già dalla partenza degli autobus e all’arrivo nel parcheggio del santuario. Nel raduno non si sono registrati sequestri di sostanze alcoliche e stupefacenti», fa sapere la questura con la presenza del questore Pasquale Sorgonà che, in servizio dallo scorso novembre a Teramo, ha partecipato per la prima volta al raduno. Secondo quanto riferito dalla Croce rossa c’è stato un solo accesso al pronto soccorso per stato di ebrezza dopo le 15.30. «Divertirsi in sicurezza» è il principio adottato negli ultimi anni nell’organizzazione del raduno con la mobilitazione, in accordo con il santuario, delle forze dell’ordine nelle attività di vigilanza predisposta alla lotta alla detenzione e al consumo di alcol e droga con controlli all’arrivo dei maturandi e presidi al casello A24 di Colledara. E con le ordinanze dei sindaci di Isola e dei Comuni limitrofi che vietano la vendita di alcolici durante la manifestazione.

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