Centro procreazione, il Comune dovrà sborsare 91mila euro
TERAMO. Dopo aver perso anche in appello, il Comune di Teramo mette la parola fine al contenzioso relativo alle maxi sanzioni erogate a suo tempo per la vicenda del centro di procreazione assistita...
TERAMO. Dopo aver perso anche in appello, il Comune di Teramo mette la parola fine al contenzioso relativo alle maxi sanzioni erogate a suo tempo per la vicenda del centro di procreazione assistita della Asl, rinunciando a ricorrere in Cassazione. La decisione è stata formalizzata con una delibera di giunta. L'amministrazione dovrà comunque sborsare 91mila euro di spese legali. L’ente, sulla scorta dei due giudizi negativi di merito, avrebbe dovuto pagare circa 130mila euro di spese legali, ridotte del 30 per cento a fronte dell'accordo raggiunto con le controparti. Nel 2012, dopo il sequestro del centro di procreazione assistita nell'ambito di un'inchiesta penale, il Comune, in applicazione di una legge regionale relativa all'apertura di strutture sanitarie senza autorizzazione, aveva elevato multe di 100mila euro ciascuno all'ex direttore generale della Asl Giustino Varrassi, all’ex direttore sanitario Camillo Antelli, all’ex direttore amministrativo Lucio Ambrosi, all’ex direttore del dipartimento materno-infantile Goffredo Magnanimi e all'allora responsabile del centro di procreazione assistita Francesco Ciarrocchi. La vicenda giudiziaria si concluse con l'assoluzione di tutti gli imputati, che poi hanno avuto ragione anche sul piano civile. «La decisione di non ricorrere in Cassazione è stata assunta a fronte di due giudizi di merito negativi», sottolinea l'assessore con delega agli affari legali Sara Falini, «e l'accordo raggiunto con le parti ha consentito all'ente di mitigare la refusione delle spese legali».(a.m.)
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