Chiusura di senologia, anche Roseto alza i toni
Di Girolamo: «Decisione incomprensibile». I 5 Stelle di Pineto: «Altra beffa al territorio»
ATRI. Nuove reazioni contro la chiusura del reparto di senologia dell’ospedale di Atri, contestata con una lettera ad Asl e Regione da dieci sindaci del comprensorio. Anche Roseto alza i toni e il primo cittadino Sabatino Di Girolamo ieri ha espresso tutta la sua preoccupazione per la decisione di trasferire da Atri a Teramo il chirurgo Renato Di Marco. «Si tratta di una decisione incomprensibile che incide non solo sulla comunità che rappresento ma anche sulle pazienti dell’intera vallata del Vomano», dichiara il sindaco, che si chiede: «Perché bisogna iniziare a tagliare proprio da Atri? Mi risulta che ad oggi, il 40% degli screening effettuati all’interno della Asl di Teramo sia refertato ad Atri, per cui è incomprensibile privare il presidio del senologo vanificando gli sforzi di creare un’intera equipe di specialisti al servizio delle cure dei tumori alla mammella come è stato fatto sino ad oggi». Il sindaco poi evidenzia: «Non sfugge che da pochi mesi anche un illustre senologo rosetano, il professor Ettore Cianchetti, è andato in pensione lasciando il ruolo di primario a Ortona. Il che significa che una nutrita comunità di pazienti che prima si rivolgevano al presidio di Ortona per la sua professionalità oggi si rivolgeranno ad Atri. Il tutto a vantaggio della mobilità attiva che potrebbe intercettare la nostra Asl».
Sulla soppressione di senologia ad Atri scendono in campo anche a Pineto i consiglieri del Movimento 5 Stelle Filippo Da Fiume e Silvia Mazzocchetti, che evidenziano come la politica non si stia muovendo su tale tema: «Cosa hanno da dire in proposito i consiglieri regionali di maggioranza della provincia di Teramo della Lega, di Fi e di Fdi? Cosa ne pensano di questa ennesima beffa per il territorio teramano il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale D’Annuntiis e l’assessore Piero Fioretti? Nei prossimi giorni cercheremo insieme ai nostri rappresentanti nel consiglio regionale del M5S di attivare delle iniziative volte a bloccare questo ulteriore scempio a danno del nosocomio di Atri e dei circa 100mila cittadini del comprensorio».(d.f.)

