Città sporca, il sindaco concorda «Sì, la Team deve fare di più»

7 Giugno 2017

Brucchi: i problemi dello spazzamento stradale e della pulizia delle aree verdi vengono da lontano, ora il clima nella società è più sereno ma bisogna migliorare. E i cittadini devono dare una mano

TERAMO. «Il servizio del Centro evidenzia un problema reale, la città ha bisogno di una maggiore cura delle aree verdi e dello spazzamento stradale». Così il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi sul problema della pulizia della città, evidenziato dal nostro giornale nell’edizione di ieri.
Il primo cittadino sostiene di aver dato questa questione «come priorità» al consiglio d’amministrazione della Teramo Ambiente (Team), la municipalizzata che si occupa di igiene urbana, e approfitta dell’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe perchè dice: «Il problema viene da lontano, perché in passato in Team si è pensato più a non collaborare con il Comune che a dare un servizio migliore». Brucchi non lo nomina ma il riferimento a Luca Ranalli, il precedente amministratore della società, con il quale il sindaco si è scontrato più volte, è palese.
«Ora il clima nel cda della Team è più sereno», continua Brucchi, «ma bisogna dare più attenzione ai servizi e migliorarli. Certo, se poi il cittadino non dà una mano, la Team può essere anche la migliore società del mondo ma di rifiuti lasciati in giro ce ne saranno sempre».
Il problema, forse, sta proprio negli attuali accordi contrattuali tra Comune e Team, che prevedono ad esempio per i parchi 12 passaggi l’anno degli addetti della società, ovvero uno al mese. «Ma la pulizia delle aree verdi», fa notare Brucchi, «non va confusa con la cura del verde pubblico, per la quale alla Team sono rimasti solo 100mila euro di lavori all’anno dai 900mila di prima. Per motivi di bilancio abbiamo tagliato questa voce e il resto lo facciamo noi, facendo comunque fatica. La pulizia delle aree verdi dai rifiuti rientra invece nello spazzamento. Sottolineo», conclude il sindaco, «il problema delle frazioni, dove è sempre stato difficile garantire una presenza adeguata».(d.v.)
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