Colleatterrato, va in scena la rabbia degli sfollati

Marsilio incontra residenti, comitati e commercianti e ascolta le loro richieste Sul tavolo il rifinanziamento degli 87 milioni di euro per le case Ater in Abruzzo
TERAMO. Gli sfollati lo avevano invitato a vedere con i propri occhi la situazione di Colleatterrato. Un invito raccolto dal presidente della Regione Marco Marsilio, che dopo la riunione del comitato istituzionale per la ricostruzione ha incontrato comitati e residenti proprio davanti alle case Ater inagibili di via Giovanni XXIII. Ad accoglierlo la rabbia degli sfollati, che a tre anni dal sisma sono stanchi di aspettare e pretendono risposte certe sui tempi della ricostruzione. «Lo spopolamento del quartiere, dovuto allo sgombero di innumerevoli palazzine, ne ha messo in ginocchio l’ecomomia», ha detto la presidente del comitato di quartiere Anna Di Ottavio, «determinando un calo di fatturato per le attività commerciali e artigianali, quantificabile fino al 40%». Un dramma testimoniato dai diversi commercianti presenti, pronti anche a mettere in atto dure forme di protesta e che hanno denunciato la totale assenza di sostegni verso il tessuto economico-produttivo.
Ma non solo. Perché gli sfollati sono tornati a contestare per l’ennesima volta anche la decisione della Regione di acquistare le case da destinare temporaneamente a chi ha la casa inagibile. Temono che diventi una sistemazione definitiva e che possa rappresentare un freno alla ricostruzione. Oltre alla questione, sollevata da diversi sfollati, che molte di quelle abitazioni non sarebbero nemmeno pronte. Tanto che un cittadino si sarebbe visto assegnare inizialmente un appartamento ancora in fase di realizzazione. Una vera e propria contraddizione confermata anche dal primo cittadino. «Fino a che non sarà chiarita la questione», ha detto il sindaco Gianguido D’Alberto, «non procederò più all’assegnazione. Voglio capire quali case sono realmente pronte per ospitare gli sfollati».
All’incontro, oltre a Marsilio e D’Alberto, erano presenti anche il direttore dell’Usr Vincenzo Rivera e il commissario Ater Nicola Salini che hanno cercato di fare il punto sulla situazione. E sotto accusa sono finiti il commissario Piero Farabollini e l’ordinanza 27, con la quale venivano stanziati 87 milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica in Abruzzo. Rivera ha infatti ricordato come 81 milioni, sugli 87 totali, furono assegnati a maggio 2018, con l’ordinanza che prevedeva che i lavori venissero eseguiti entro il 31 dicembre, pena la perdita dei fondi. «Definire i lavori entro dicembre era oggettivamente impossibile», ha detto Rivera, «Questo ha portato a una situazione di stallo per via del definanziamento del programma. Noi comunque siamo andati avanti, continuando a rilasciare i nulla osta pur non avendo né la copertura normativa né quella contabile. Adesso, comunque, il 15 settembre una nuova cabina di coordinamento rifinanzierà il piano stralcio dell’edilizia sociale». A rincarare la dose il presidente Marsilio. «Penso che solo un asino poteva fare un’ordinanza del genere», ha detto, «perché tutti sanno che ci vogliono sei mesi solo per fare una procedura di gara e farsela autorizzare. Quando il commissario a maggio dell’anno scorso ha fatto l’ordinanza per dire ecco i soldi ma li dovete spendere entro Natale ha fatto un errore madornale che ha bloccato per almeno un anno questo tipo di ricostruzione. Noi non siamo rimasti con le mani in mano e abbiamo fatto un duro negoziato per recuperare gli 87 milioni per le Ater». Tra gli interventi quello del commissario Salini. «Quando mi sono insediato non c’era nemmeno un progetto», ha detto, «noi li abbiamo presentati tutti. L’Ater ha una situazione problematica per una carenza di personale, anche perché le diverse circolari hanno pensato ai Comuni, agli Usr ma non alle Ater». Salini ha anche ricordato come gli sfollati Ater attualmente non paghino il canone, con una perdita di introiti per l’ente di circa 35mila euro al mese.
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