Conto svuotato di 7mila euro col finto sms

Vittima un 50enne che ha ricevuto la telefonata di chi si è spacciato per funzionario della banca
TERAMO. Le frodi online nel post-pandemia sono triplicate. Perché, questo è più che evidente, si è notevolmente allargata la platea delle potenziali vittime nei giorni infiniti in cui internet è stato l’unico mezzo per esserci sempre nei tempi dei lockdown.
E i criminali della rete hanno aggiornato il modus operandi: oggi più che mai il web rappresenta il terreno più fertile per i tanti che sottraggono denaro (a livello nazionale è recente il caso della truffa al cantautore, regista e attore David Riondino). A livello locale l’ultimo di un elenco sterminato di casi è quello di un 50enne teramano che si è visto letteralmente svuotare di 7mila euro un conto a cui era collegata una carta di credito. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori in questo caso i malviventi hanno usato la tecnica dello “smishing”: si tratta di sms, apparentemente risultati inviati dall’istituto di credito dove il destinatario ha il proprio conto, con cui si chiede alla vittima di turno di cliccare su un link e inserire le credenziali di accesso e i dati della carta di credito su una pagina web che riproduce, ma naturalmente non è, il sito ufficiale della banca.
Giustificando questa necessità con l’esistenza di accessi sospetti. In questo caso, inoltre, la vittima ha ricevuto la telefonata del truffatore che fingendo di essere un dirigente dell’istituto di credito lo ha convinto a versare tutta la somma che si trovava sulla propria carta a favore di un’altra carta con la promessa della successiva restituzione attraverso un bonifico. Naturalmente non c’è mai stato nessun bonifico. L’uomo ha presentato una denuncia. I cybercriminali, infatti, spesso giocano sull’urgenza con messaggi del tipo: «Gentile cliente, è stata richiesta una spesa di mille euro, se non è lei segua il link». Ma, ripetono sempre gli esperti della polizia postale, se clicchiamo sopra il link finiremo in una pagina simile a quella dell’istituto di credito che non è mai quella vera.(d.p.)

