Coppa Interamnia tagliata di un giorno ma con più squadre
L’edizione numero 42 si giocherà dal 6 all’11 luglio Montauti: «La città deve capire che il torneo è una risorsa»
TERAMO. Torna anche con qualche ritardo, sacrifici ulteriori e lo strascico dei vecchi problemi la Coppa Interamnia, che quest’anno si terrà dal 6 all’11 luglio. Un giorno in meno dunque rispetto ai tradizionali sette (4-10) per venire incontro alle esigenze economiche delle squadre che si finanziano da sole la permanenza in città, ma anche un torneo che guadagna appeal visto che quest’anno, come assicurato dal patron Gigi Montauti, le squadre torneranno sensibilmente ad aumentare rispetto alle 109 dell’anno scorso, edizione da minimo storico. Nove campi allestiti nel capoluogo, e il tradizionale mercatino dell’artigianato tipico lungo i Tigli, torneranno ad animare la 42esima edizione del torneo i cui dettagli organizzativi verranno definiti nel corso di una conferenza di servizi in programma domani in Comune. La Coppa torna con la consueta sofferenza che da qualche anno si trascina a causa delle difficoltà economiche legate alla rarefazione degli sponsor e dei contributi, ma anche della disponibilità di impianti e strutture per la ricettività delle squadre. Già da qualche anno questi problemi hanno costretto gli organizzatori a sacrificare “Teramo Città aperta al Mondo”, ovvero la collaterale rassegna artistico-culturale che affidava alla creatività delle delegazioni la proposta di un intero cartellone di spettacoli e mostre da tutto il mondo accanto al tradizionale torneo. Ma a pesare sui ritardi di questa edizione si sono sommati anche i tempi della politica. Le elezioni e il turno di ballottaggio non hanno permesso di avere un interlocutore politico per confrontarsi sul da farsi.
L’auspicio del presidente Montauti, superata la fase di impasse, è che la città torni a dimostrare affetto per una grande iniziativa che non si limita allo sport. «Non è un torneo di quartiere», ha dichiarato Montauti, «ma al di là dei valori legati alla tradizione, allo sport, alla cultura e al folklore, va considerata la portata dell’indotto per l’economia teramana nella settimana più popolosa e vivace dell’anno. Al di là di una sensibilità culturale che sta perdendo energia, mi auguro che in un periodo economico di grave stagnazione generale venga colto il significato del torneo in termini di risorsa e di opportunità da non perdere». Un appello che Montauti aveva già lanciato alla vigilia delle elezioni amministrative, nel corso di un confronto avuto con i sette candidati alla carica di sindaco. In quella occasione tutti i candidati si impegnarono all’unisono per la salvaguardia di un appuntamento annoverato tra le “eccellenze teramane” tanto che tra le proposte emerse ci fu quella di istituzionalizzare l’evento e di consorziare cittadini, sponsor, enti e commercianti. Ma ora agli impegni presi bisogna fornire le gambe per camminare.
Marianna De Troia
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