Corso di lingua dei segni e fumetti dedicati ai non udenti

4 Luglio 2017

TERAMO. Tradurre la cultura dei non udenti in fumetto: è stata questa la doppia sfida che ha coinvolto gli studenti, interni ed esterni all'università, che hanno preso parte alla seconda edizione...

TERAMO. Tradurre la cultura dei non udenti in fumetto: è stata questa la doppia sfida che ha coinvolto gli studenti, interni ed esterni all'università, che hanno preso parte alla seconda edizione del corso di alfabetizzazione alla Lis (lingua italiana dei segni), iniziativa organizzata dall'ateneo in collaborazione con la Fondazione dell'Università di Teramo. A Scienze politiche si è svolto l'incontro finale che è servito a fare il punto sull'esperienza appena conclusa e per consegnare l'attestato di partecipazione alle otto studentesse che hanno portato a termine il percorso, a fronte dei 122 iscritti iniziali. «Vogliamo estendere questo servizio a tutta la cittadinanza, in particolare agli operatori scolastici», ha spiegato il prorettore Dino Mastrocola. Gli ha fatto eco Mauro Chilante, docente del corso Lis insieme all'insegnante madrelingua Rosanna Giovanditto, che ha spiegato: «C'è un dialogo in corso con l'Ufficio scolastico regionale per l'istituzione, in questo ateneo, di un corso di assistente alla comunicazione, che nelle scuole è una figura di supporto alle persone sorde».
Al progetto hanno collaborato il fumettista teramano Carmine Di Giandomenico e l'Accademia del fumetto di Pescara. «È stato molto stimolante», ha spiegato Di Giandomenico, «fumetto e lingua dei segni sono linguaggi distanti, ma affini. Entrambi non fanno uso della comunicazione verbale ma hanno una struttura narrativa con segni, simbolici per il linguaggio dei sordi, e grafici per il fumetto. È stato affascinante trovare una sintesi tra questi due universi. Per la realizzazione del fumetto finale siamo partiti dai video, abbiamo creato poi uno storyboard che non avesse una struttura rigida, con vignette che si sovrappongono per dare il senso del movimento. Questo progetto è stato una sorta di prototipo, spero si possa continuare a lavorarci su, insieme all'università e ai docenti del corso, per arrivare magari a una sintesi ancora più semplice e fruibile. E realizzando, perché no, un libro per non udenti a fumetti», ha concluso il fumettista.(e.m.)
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