Corso, i negozianti a D’Alfonso e Renzi «Vittime di una calamità non naturale»

24 Settembre 2016

Vittime di una "calamità non naturale". Si definiscono così i commercianti teramani colpiti dalle lungaggini dei lavori di rifacimento del centro storico e così si presentano in una lettera...

Vittime di una "calamità non naturale". Si definiscono così i commercianti teramani colpiti dalle lungaggini dei lavori di rifacimento del centro storico e così si presentano in una lettera indirizzata al governatore Luciano D'Alfonso, e inviata per conoscenza alle massime autorità dello Stato, per chiedere di accelerare i tempi della Soprintendenza. Gli esercenti hanno sottoposto al premier Renzi, al presidente della Repubblica Mattarella, ma anche al vicepresidente del Csm Legnini e al ministro ai Beni culturali Franceschini, il cronoprogramma disatteso per via dei ritrovamenti archeologici che avrebbero dilatato i tempi. Una dilatazione dovuta al fatto che la Soprintendenza, per pronunciarsi sulle modalità di conservazione, deve riunire una commissione che tarda a emettere un parere. I commercianti si dichiarano a un passo dalla bancarotta: «Siamo all'agonia al pari di chi ha subito una calamità naturale, con la differenza che al momento non vi sono vittime umane e che la calamità l'ha creata la burocrazia e l'indolenza di dirigenti e funzionari pubblici». I commercianti nella lettera allegano l'esposto già presentato alla magistratura e si appellano al ministro Franceschini per sollecitare attraverso il ministero ai Beni Culturali la Soprintendenza d'Abruzzo. (m.d.t.)