D’Alberto (Pd): è stucchevole agitare lo spettro del commissario

7 Maggio 2017

TERAMO. «Se si agita ancora lo spauracchio del commissariamento e si strumentalizzano le fasce deboli della società, vuol dire che la soluzione della crisi in Comune non ha fatto un solo passo avanti»...

TERAMO. «Se si agita ancora lo spauracchio del commissariamento e si strumentalizzano le fasce deboli della società, vuol dire che la soluzione della crisi in Comune non ha fatto un solo passo avanti». Il capogruppo del Pd in consiglio comunale Gianguido D'Alberto valuta così le affermazioni del sindaco dimissionario Maurizio Brucchi, riportate dal “Centro” di ieri, sulle prospettive dell'amministrazione.
Al primo cittadino, che di fatto ha evocato i rischi per il mantenimento dei servizi sociali connessi all'arrivo del commissario, lanciando un nuovo monito aglli alleati, il consigliere dem replica richiamando le responsabilità dell'amministrazione e lo stallo in cui versano le trattative per ricompattare la maggioranza. «Brucchi usa le stesse parole di prima che si dimettesse», fa notare, «è stucchevole il ricorso alle motivazioni già indicate». Secondo lui «il commissario non è Dracula» e il suo insediamento in Comune avrebbe l'effetto di portare alla luce i problemi finanziari dell'ente creati dall'attuale gestione. «Queste difficoltà non potranno essere attribuite al commissariamento», tiene a precisare D'Alberto, «perché sono state prodotte dall'amministrazione che finora ha tirato a campare, scaricando sul futuro le problematiche già esistenti». Sarebbe tutta colpa del centrodestra, insomma, se l'ente confermerà uno stato di dissesto economico già annunciato. Per il capogruppo del Pd è inaccettabile, dunque, il riferimento del sindaco dimissionario al rischio di perdere l'assistenza agli studenti disabili e il trasporto alunni. «Si tratta di una strumentalizzazione ai danni dei più deboli», tiene a evidenziare D'Alberto, «che non può essere utilizzata per prolungare l'agonia di gruppi ormai logorati».
A detta del consigliere dem, insomma, gli scenari evocati da Brucchi lasciano prefigurare solo la continuazione di «lotte intestine che non poteranno nulla di buono per la città». A queste condizioni l'uscita di scena definitiva del sindaco non scatenerebbe il disastro che Brucchi prevede. «Se la malaugurata prosecuzione di quest'esperienza amministrativa si reggesse solo sui veti incrociati e le guerre interne», conclude il consigliere, «non capisco perché il commissariamento dovrebbe essere peggio». (g.d.m.)