Montorio

Da Roma a Lanciano: ora spuntano cartelli contro il vice sindaco Ciarrocchi

23 Gennaio 2026

Mobilitazione per le dimissioni del ginecologo condannato per abusi, striscioni anche lungo il corso di Teramo e sulle panchine della Vibrata

MONTORIO. Ha travalicato i confini regionali arrivando fino a Roma, nel quartiere di Torpignattara, la mobilitazione con richiesta di dimissioni del vice sindaco di Montorio Francesco Ciarrocchi, il ginecologo condannato a novembre a 5 anni (in primo grado) per abusi sessuali su una ragazza durante una visita medica nel suo studio privato. In un post del gruppo “Campetto occupato” si vede come su una panchina rossa, il posto preferito dai contestatori perché simbolo per antonomasia della lotta contro la violenza sulle donne, sono apparsi dei cartelli con scritto “Da Roma a Montorio fuori il machismo dalle istituzioni”.

Il grido delle dimissioni rimbalza in Abruzzo, in particolare nella nostra provincia, dove, in questi giorni, la mobilitazione è sempre più accesa dopo la richiesta di dimissioni dai consiglieri di opposizione del Comune di Montorio e la presentazione di una mozione di sfiducia al vice sindaco respinta dalla maggioranza del sindaco Fabio Altitonante e dopo il sit-in di domenica scorsa a Montorio. Sono dei giorni scorsi vari cartelli con la richiesta esplicita al vice sindaco di dimettersi apparsi sulle panchine rosse di Lanciano, Giulianova, Mosciano Sant’Angelo, Colonnella e le cui fotografie sono state diffuse sempre da “Campetto occupato”. È di mercoledì uno striscione apposto in corso San Giorgio a Teramo, a firma della Casa del popolo, che recita “Da Teramo a Montorio, Ciarrocchi dimettiti!”. Il gruppo scrive sui social: “Né ai tempi, né adesso vi è stata la minima assunzione di responsabilità, Ciarrocchi è stato difeso in tutti i modi dalla casta dei suoi compagni di partito e non solo, è stato appoggiato da gran parte della collettività che si è subito mossa per difenderlo. Oggi, di fronte alla condanna, l'arroganza dei politicanti arriva fino a una assurda votazione (con il voto decisivo dello stesso Ciarrocchi) in cui la giunta montoriese decide che una condanna a violenza sessuale non è abbastanza grave per dimettersi, si aspetta il terzo grado di giudizio, il vice sindaco rimane al suo posto. La casa del popolo si unisce al grido: Ciarrocchi dimettiti!”.

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