il progetto

D’Alberto: «Grande Teramo già partita»

1 Giugno 2026

Il primo cittadino sulla proposta del collega di Montorio: «Il percorso è stato avviato, condividiamo servizi essenziali»

TERAMO

«Più che di fusione, concetto molto spinto e che si addice di più ai piccoli comuni che hanno esigenze e necessità di ottimizzare servizi e strutture diventando un’unica realtà, parlerei di aggregazione. Che poi è ciò che già stiamo facendo, specie con Montorio». Così il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto dice la sua al Centro sul progetto lanciato dal primo cittadino di Montorio al Vomano, Fabio Altitonante, di lavorare per costruire la Grande Teramo. Sull’idea di quella che è la Grande Pescara, il sindaco montoriese ritiene utile procedere alla creazione di una realtà solida, ampia e che possa rafforzare i territori che dal capoluogo si snodano verso la montagna. Sulla fattibilità economica e giuridica, Altitonante sta facendo svolgere uno studio ad hoc.

D’Alberto come vede questa ipotesi? «Sicuramente fa piacere che a Teramo venga riconosciuto un ruolo aggregatore da un sindaco con il quale abbiamo già messo in campo diverse azioni. Azioni che parlano di condivisione dei servizi essenziali, come i rifiuti con TeAm che svolge la sua attività anche a Montorio, e con l’ambito unico per i servizi sociali che ci vede insieme. Ritengo che questa sia la strada da perseguire. Sono temi sui quali con Altitonante ci siamo confrontanti spesso e riteniamo che il territorio debba rafforzarsi anche in virtù del depotenziamento che c’è stato negli ultimi anni delle Province». Il sindaco di Teramo frena però sul concetto di fusione, preferendo ragionare in termini di aggregazione: «Credo che i passi da fare siano di saldare i rapporti tra comuni vicini, creare una rete di servizi e di risorse e ragionare in termini di area vasta», dice D’Alberto che nell’area vasta include, insieme a Montorio, quei territori di prossimità e confine con Teramo: Bellante, Campli e Torricella Sicura in primis.

«La città capoluogo, concetto sul quale insisto e lavoro dal mio primo mandato, deve avere un ruolo centrale in ogni ragionamento che riguardi il nostro territorio, ed ha iniziato ad averlo. L’ultimo esempio è la candidatura di Teramo a capitale del libro 2027: abbiamo messo insieme 20 comuni in un progetto vero di area vasta anche in ottica culturale», prosegue il sindaco, «La proposta di Altitonante è in questo senso anche un riconoscimento a questo lavoro avviato. Annettere un comune non la vedo però una prospettiva utile, mentre guardo con più favore a forme di aggregazione che diano ritorni economici e servizi alle comunità permettendo di conservare le identità dei singoli territori: un aspetto, questo, che non va trascurato». Sul nome “Grande Teramo”, il sindaco nicchia: «Rimanda a un percorso che altri stanno portando avanti da tempo, mi riferisco a Pescara. Lì a distanza di anni ancora questo progetto non prende una forma definitiva. Ed è comprensibile, perché questi percorsi sono complessi e devono nascere dal territorio e non essere calati dall’alto. Come è accaduto per Pescara», spiega D’Alberto, «È per questo che a Teramo ogni scelta dovrà essere non solo studiata e valutata in ogni aspetto, ma condivisa e costruita con le comunità coinvolte, altrimenti non funzionerà. A chi amministra spetta il compito di spiegare chiaramente vantaggi e benefici, obiettivi e sviluppi di forme aggregative. E in questo senso ben venga un dibattito pubblico. Poi la questione del nome per me è secondaria: può andare bene Grande Teramo ma preferisco immaginare un iter che porti alla costruzione di un’Area vasta. Credo che i presupposti ci siano e le collaborazioni con Montorio ne sono la prova».

©RIPRODUZIONE RISERVATA