Teramo

Detenuto morto in carcere: sarebbe uscito nel 2028. L’autopsia: non c’è stata violenza

4 Giugno 2026

Teramo. Disposti esami tossicologici per il 25enne trovato senza vita in cella a Castrogno: forse è deceduto per aver inalato gas dal fornellino

TERAMO. L’autopsia, per ora, ha consegnato l’unica certezza evidente fin da subito: ovvero l’assenza di segni di violenza. Per il resto bisognerà aspettare l’esito degli esami tossicologici per stabilire se il 25enne detenuto egiziano trovato morto in una cella del carcere di Castrogno sia deceduto dopo aver inalato gas dal fornellino in dotazione. E se si sia trattato di un gesto volontario. Così come bisognerà attendere sempre l’esito degli esami tossicologici per verificare eventuali consumi di stupefacenti. L’inchiesta, dopo l’autopsia eseguita ieri mattina dal medico legale Cristian D’Ovidio, muove i primi passi con il fascicolo aperto dalla pm Silvia Scamurra e che al momento è senza indagati.

Ma la tragedia avvenuta nel carcere teramano, che ha scatenato disordini tra i reclusi della sezione in cui si trovava il 25enne che nel 2028 avrebbe finito di scontare la pena, ha riacceso i riflettori sull’emergenza del carcere teramano tra sovraffollamento, carenza di polizia penitenziaria e presenza di detenuti con problemi di dipendenze o psichiatrici. Nell’istituto lunedì c’è stata la visita della Garante dei detenuti Monia Scalera che ha rilanciato la necessità di trovare strutture adeguate per detenuti psichiatrici. Anche le organizzazioni sindacali sono tornate ad evidenziare la necessità di interventi per fronteggiare la grave carenza numerica di agenti di polizia penitenziaria e il sovraffollamento dei detenuti.

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