TERAMO

Detenuto suicida nel carcere: il sì alla donazione degli organi

11 Marzo 2026

Il 33enne romano, soccorso dagli agenti di polizia penitenziaria, è morto dopo sette giorni di ricovero.

Aveva espresso il suo consenso, nella tarda serata di ieri è iniziato il periodo di accertamento

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Una scelta di vita come antidoto all’indifferenza. Quella degli altri, quella di chi si ricorda di un carcere italiano solo quando lo impone la cronaca nera. D.P., 33 anni, romano, fine pena 2036 per reati di droga e rapina, aveva conosciuto quello di Rebibbia e da qualche mese quello di Castrogno. Nel carcere teramano sette giorni fa ha cercato (e trovato) la morte con un cappio alla grata di una cella. Quella sera gli agenti lo hanno soccorso ma da subito i medici hanno accertato la gravità e irreversibilità delle sue condizioni. Ieri, dopo il via libera della Procura che ha aperto un fascicolo sul suicidio così come avviene in tutti i casi, è iniziato il previsto periodo di osservazione per accertare la possibilità di una donazione degli organi che si è concluso solo in nottata. Perché D.P. da tempo aveva espresso il suo consenso alla donazione degli organi nella consapevolezza dei suoi familiari che gli sono stati sempre vicini e ieri tutte le procedure previste sono state attivate nel pieno rispetto delle norme stabilite.

Il 33enne romano è stato soccorso nella tarda serata di lunedì 2 marzo quando ha cercato di impiccarsi alla grata della cella in cui era recluso utilizzando delle lenzuola. A dare l’allarme era stato il compagno di cella che aveva subito chiesto aiuto. In poco tempo erano intervenuti gli agenti di polizia penitenziaria per un primo soccorso. Il giovane era stato trasportato in ospedale e qui ricoverato in Rianimazione in gravissime condizioni.

Il suicidio ha riproposto l’emergenza Castrogno che condivide la sua realtà difficile con gran parte dei penitenziari italiani tra sovraffollamento e carenza di agenti di polizia penitenziaria che, nell’istituto teramano, da tempo sono molto al di sotto della pianta organica prevista. Il penitenziario teramana si colloca al decimo posto in Italia per sovraffollamento: attualmente ci sono 457 detenuti a fronte di una capienza di 255. In percentuale si traduce con un 79,2% di sovraffollamento. Una condizione che fa dell’istituto teramano il terzo più sovraffollato d’Italia del su Italia dietro a Foggia e Chieti.

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