Di Girolamo: «Basta veti o mi dimetto»

11 Maggio 2021

Il sindaco avverte tutte le forze di maggioranza: «Nessuno impedisca l’approvazione di provvedimenti importanti»

ROSETO. «Spero che non si apra un gioco di veti incrociati per impedire di fare. In questo caso mi riservo di riflettere sulla mia posizione nella più totale autonomia». È un messaggio chiaro quello che il sindaco Sabatino Di Girolamo rivolge a tutta la sua maggioranza, in particolare all’area che fa capo a Tommaso Ginoble, dopo le scaramucce tra Partito democratico e consiglieri ginobliani nell’ultimo consiglio comunale, dove è stato adottato il piano di assetto naturalistico della riserva del Borsacchio, ma la discussione ha rischiato seriamente di essere rinviata proprio per l’uscita dall’aula dei consiglieri dei gruppi “Roseto democratica” e “Roseto protagonista”.
Il primo cittadino non ha potuto partecipare alla seduta di martedì scorso perché era appena uscito dall’ospedale dopo aver subito un’operazione urgente per un attacco di appendicite acuta, ma non gli sono sfuggiti i problemi all’interno della sua maggioranza per la discussione di uno strumento urbanistico importante. «Sulla situazione politica post Pan, osservo a posteriori che si accentuano polemiche tra le forze politiche», continua Di Girolamo, «la cosa è naturale ed era prevedibile. Più si avvicina la data delle elezioni, più ciascuna forza cercherà di evidenziare le proprie idee. Compito del sindaco è quello di mediare, e io cercherò di farlo fino allo scioglimento formale del consiglio. Tanti provvedimenti significativi infatti sono pronti per essere portati nei prossimi consigli». Se da un lato dunque il sindaco minaccia le sue dimissioni in caso di altri “dispetti” tra le file della maggioranza, dall’altro cerca di spronare i suoi all’unità per arrivare insieme alla fine del mandato, che vorrebbe portare a termine approvando altri strumenti urbanistici indispensabili per la città. A parte il piano di recupero di Casal Thaulero che interessa solo la frazione, ci sono infatti la variante ai vincoli decaduti e il piano particolareggiato che nel giro dei prossimi mesi potrebbero approdare in consiglio.
I problemi nella discussione del Pan sono stati generati dagli emendamenti presentati dai consiglieri del Pd, ovvero Celestino, Di Sante, Ferretti e De Luca, emendamenti che non hanno trovato d’accordo i consiglieri ginobliani. Questi all’inizio del consiglio sono usciti dall’aula per cercare di far mancare il numero legale e rinviare così la discussione. Alcuni consiglieri d’opposizione però, ovvero Enio Pavone, Angelo Marcone, Mario Nugnes e Rosaria Ciancaione, sono rimasti in aula garantendo il numero legale.
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