Di Pasquale (Pd): «Abbattere i pini un atto di arroganza»

15 Agosto 2015

Per l’esponente di minoranza il taglio non era necessario «Lo hanno fatto solo perché interferivano con i parcheggi»

TERAMO. «Il taglio definitivo dei quatto alberi è stato l’ennesimo affronto alla città di un sindaco insensibile e arrogante; taglio disposto dentro le stanze del suo ufficio con ordinanza datata 10.8.2015 non pubblica». Sono le dichiarazioni di Manola Di Pasquale, consigliere comunale del Pd che rinfocolano la polemica sull’abbattimento dei pini davanti alla scuola elementare Noè Lucidi, un provvedimento molto contestato che sta suscitando molte proteste in città. L’abbattimento è stato disposto nell’ambito dei lavori per il rifacimento dei marciapiedi e la realizzazione di nuovi parcheggi davanti alla scuola. Nel progetto il taglio non era previsto, ma, ha fatto sapere i l Comune, è stato consigliato dalla Forestale in quanto gli alberi erano pericolanti.

«Non è assolutamente vero che tale abbattimento è stato dettato dalla necessità di mettere in sicurezza in luogo», sostiene invece Di Pasquale, «in verità è stato voluto dal sindaco Brucchi e dall’assessore Di Giovangiacomo esclusivamente per fare i parcheggi e non per altre più nobili motivazioni». L’esponente della minoranza riporta uno stralcio dell’atto ufficiale nel quale si legge: «Per procedere all’inizio dei lavori di attuazione dei piano urbano del traffico e della mobilità del tratto compreso tra largo Porta Madonna e Ponte San Ferdinando, sistemazione dei marciapiedi e fermata bus, si rende necessario provvedere all’abbattimento di 4 piante di pinus pinea (di cui uno vistosamente inclinato) radicate sul margine stradale, in quanto le stesse interferiscono con i lavori di cui sopra». «Questa la vera ed unica motivazione», incalza Di Pasquale, «se avessero veramente voluto salvare gli alberi avrebbero ricercato altre diverse soluzioni tese alla messa in sicurezza del luogo diverse dall’abbattimento. Erano proprio necessari altri parcheggi in un luogo che già ne conta oltre 200?». Il sindaco, aggiunge la consigliera del Pd, avrebbe dovuto procedere entro il 31 luglio al censimento degli alberi, viali e luoghi verdi della città che per caratteristiche o per pregio paesaggistico, storico, culturale possano definirsi monumentali.«Tale inserimento», afferma Di Pasquale, «avrebbe potuto salvare le quattro piante davanti la scuola Noè Lucidi, così come potrebbe far rientrare nella salvaguardia di legge l’intero verde di viale Mazzini, la nostra Villa Comunale, il lungofiume, il boschetto di viale Bovio ed altri importati spazi; ma come sempre il comune è inadempiente e nonostante ciò si arroga anche il potere di fare e disfare».