Dissequestrato il pub “Pois”: accolto il ricorso della proprietà

Il tribunale del Riesame ordina la revoca del provvedimento, il locale sul lungomare potrà riaprire Secondo l’accusa sarebbero state realizzate delle opere in difformità delle autorizzazioni
GIULIANOVA. Il Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza presentata dalla proprietà e ha disposto il dissequestro del pub “Pois” sul lungomare Spalato di Giulianova. Il collegio, presieduto dal giudice Flavio Conciatori (a latere Francesco Ferretti ed Enrico Pompei) ha accolto la richiesta di dissequestro del locale di proprietà di Marco Giraldi, assistito dall’avvocato Eugenio Galassi. Le motivazioni del provvedimento sono attese tra un mese. La revoca del sequestro è stata subito notificata e ieri pomeriggio la guardia costiera ha rimosso i sigilli risalenti al 20 marzo.
Il sequestro preventivo era stato disposto dal gip che aveva accolto la richiesta della Procura per presunte irregolarità nella realizzazione di opere. Il sequestro aveva riguardato, così nel provvedimento, «la concessione demaniale marittima, destinata a scopo commerciale munita di recinzione, accessi ed insegna, oltre ad aree scoperte della superficie complessiva di 1.610 metri quadrati».
In particolare l’immobile oggetto del sequestro allora disposto riguardava un corpo principale costituito da una sala pub-ristorante con annessi locali di servizio e cucina. Inoltre una tettoia posta in adiacenza al corpo di fabbrica principale, destinata alla consumazione di alimenti e bevande, e al momento del sequestro interdetta su provvedimento della Asl. I sigilli avevano riguardato anche un locale dispensa-ripostiglio posto a poca distanza dalla parete est del corpo principale.Il provvedimento di marzo aveva riguardato anche un rimessaggio composto da un piccolo manufatto ligneo, perimetrato da rete metallica e destinato a rimessa. E infine la zona barbecue in aderenza della parete nord della tettoia. «L’intera area», era stato riportato nel provvedimento di sequestro, «è circoscritta attraverso una recinzione realizzata con fondazioni in cemento armato e perimetrata da rete metallica e siepi. La superficie scoperta è sistemata a giardino con presenza anche di zone pavimentate con quadrotti in cemento che segnano anche dei camminamenti circostanti».
Sul sequestro a suo tempo disposto, così all’epoca era stato evidenziato in una nota diffusa dalla guardia costiera, avrebbe pesato molto il mancato pagamento del canone demaniale per diversi anni il cui ammontare si avvicinerebbe ai 400mila euro. Nel pomeriggio di ieri tre uomini della guardia costiera hanno provveduto a rimuovere i sigilli consentendo in tal modo al titolare di iniziare le operazioni di riapertura del locale dopo meno di un mese di chiusura.
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