Era contromano in superstrada Il mistero della morte di Cristian

9 Maggio 2020

Oggi a Cartecchio l’ultimo saluto al 42enne meccanico e grande appassionato di moto e rally Indagato il giovane conducente della vettura, che però avrebbe cercato di evitare l’impatto

TERAMO. La certezza è nei verbali della polizia: la moto è entrata contromano sulla Teramo-mare prima di schiantarsi frontalmente con una macchina. Un errore? Un gesto volontario? Una improvvisa e vietata inversione? La morte del 42enne Cristian De Berardinis, conosciuto meccanico e grande appassionato di moto e rally, resta una tragedia senza spiegazioni. C’è solo il dolore lancinante dei familiari (era sposato e papà di un bimbo), dei tantissimi amici con cui condivideva la passione per le moto, della comunità di Villa Pavone dove da anni gestiva un’avviatissima officina con il padre e lo zio. Un’azienda di famiglia in cui lui metteva il cuore e la passione.
Ieri mattina il pm di turno Silvia Scamurra ha dato il nulla osta alla sepoltura e oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa di Cartecchio ci sarà l’ultimo saluto nei modi previsti in questi giorni di emergenza sanitaria.
Come atto dovuto, in questa prima fase, il magistrato ha indagato per omicidio stradale il ventenne che era alla guida della Mercedes contro cui si è schiantata la moto e che ha fatto di tutto per evitare l’impatto stringendosi il più possibile al guard rail. Il giovane, così come previsto dalle normative, è stato sottoposto all’alcoltest che è risultato negativo.
L’incidente i è verificato intorno alle 22 di giovedì sulla corsia in direzione mare. L’impatto, violentissimo, è avvenuto su un tratto rettilineo, in località Terrabianca. Il meccanico, entrato dalla rotonda del centro commerciale, era in sella ad una Honda 750 che, hanno raccontato alcuni automobilisti, «sembrava un missile». I soccorsi sono stati immediati e in poco tempo sono intervenute le ambulanze del 118, le squadre dei vigili del fuoco e gli agenti della polizia stradale con sul posto il vice comandante Antonio Bernardi e l’ispettore Antonello Giusti coordinati dal comandante provinciale della stradale Nadia Carletti. I rilievi, scrupolosi, sono andati avanti per tutta la notte e già nella mattinata di ieri un primo rapporto è stato presentato al pm di turno.
E ieri sui social il dolore dei tantissimi che lo hanno conosciuto nelle decine di manifestazione a cui ha partecipato in moto o in macchina, dei clienti dell’officina, degli amici. «Nessuno ti dimenticherà» ha scritto un amico.(d.p.)
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