Eventi estivi, 50mila presenze Il sindaco: «E si può fare meglio»

L’obiettivo a lungo termine dell’amministrazione D’Alberto è trasformare Teramo in città turistica «Ma non è un processo breve. È un fatto culturale, di consapevolezza: tutti devono sentirlo proprio»
TERAMO. Andando a rivedere le pagine del Centro degli anni scorsi si scopre che la prima edizione di “Teramo natura indomita”, nel 2020, attirò circa 10mila presenze e che la seconda, l’anno scorso, si attestò sulle 25mila. Quest’anno, quando manca ancora quasi un mese alla conclusione, gli organizzatori del calendario estivo degli eventi – il Comune e le associazioni Big Match e Acs – annunciano in una nota il raggiungimento delle 50mila. Numeri opinabili, forse, e impossibili da verificare con assoluta certezza, ma comunque indicativi di un fatto indiscutibile: l’estate teramana sta crescendo a vista d’occhio.
Il sindaco Gianguido D’Alberto lega “Teramo natura indomita” a una strategia amministrativa che era già nel suo programma elettorale. «Dal mio insediamento», dice, «ho aperto il capitolo di bilancio "rivitalizzazione di Teramo capoluogo", a cui ha corrisposto una riorganizzazione della macchina amministrativa mettendo insieme turismo, cultura ed economia. “Natura indomita” è nato dopo la prima ondata Covid e in tre anni è molto cresciuto, portando Teramo a diventare un punto di riferimento della provincia per le manifestazioni estive. La finalità di fare tanti eventi spalmati su tre mesi è duplice: ridare centralità a Teramo capoluogo e cominciare un percorso che non si può esaurire in poco tempo, perché la trasformazione di Teramo in città turistica, che è l’obiettivo a cui puntiamo, è un fatto culturale, di consapevolezza. Tutta la città deve sentirlo ed entrare in un'ottica turistica».
D’Alberto sottolinea «il dispendio» che comporta un cartellone estivo così lungo e ricco, ma anche la sinergia con le associazioni che lo rende possibile. «È stato uno sforzo organizzativo ed economico, il Comune ha impegnato 160mila euro senza avere, quest’anno, alcun aiuto dalla Regione. Ma è uno sforzo che è stato possibile perché c'è stato uno sforzo di comunità. Non è solo il grande evento che contribuisce all'obiettivo finale. Certo, i Litfiba in piazza Martiri sono stati l'evento musicale forse più importante mai vissuto dalla città se si escludono i concerti organizzati anni fa nel nuovo stadio, ma la forza di “Natura indomita” è la continuità, la presenza costante, ogni sera, di appuntamenti. Così come l’apertura permanente dei siti culturali, in primis di quel castello Della Monica che è stato il valore aggiunto dell’estate. E tutto questo è stato possibile grazie al coinvolgimento di tanti soggetti, di tante associazioni. Questa è la strada su cui proseguire. “Natura indomita” e “Natale teramano” sono due patrimoni da difendere e consolidare, spero che tutta la città se ne renda conto. Con questi eventi dobbiamo anche aiutare il commercio, e da parte loro le attività devono sentirsi parte di una trasformazione che è in atto. Su questo non si può discutere, se paragoniamo quest'estate a quelle del 2017-2018 non si può non vedere una rivoluzione. Ci possono essere degli errori, degli eventi che riescono meno bene, ma ogni anno si deve fare tesoro e migliorare. Di fatto Teramo quest'estate non si è spopolata, gli alberghi sono stati pieni e gli investimenti fatti da privati su alcune strutture fanno capire che c'è potenzialità. Certo, al momento non abbiamo un'offerta ricettiva molto alta e su questo bisogna progredire. C'è una vitalità mai vista, ora si deve spingere per valorizzarla e correggere alcuni aspetti negativi come i vandalismi e certi comportamenti non consoni».
Il prossimo passo per rivitalizzare Teramo per D’Alberto è questo: «Bisogna accompagnare gli eventi alla riqualificazione delle infrastrutture. E il più grande intervento per il rilancio economico abbinato alla cultura è quello sul mercato coperto, che si legherà al vicino teatro romano».
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