Ex scuola Febbo, persi i fondi regionali

11 Ottobre 2017

Ritirati 551mila euro perché i lavori non sono iniziati. La minoranza: «Altra figuraccia». Brucchi: «Mai arrivato un sollecito»

TERAMO. I soldi per la riqualificazione dell'ex scuola Carlo Febbo di San Nicolò non ci sono più. A farlo sapere sono i consiglieri comunali di opposizione Gianguido D'Alberto e Antonio Filippino secondo i quali «l’inerzia, gli inaccettabili ritardi e le false promesse dell’amministrazione» hanno fatto perdere il finanziamento regionale di 551mila euro destinato al progetto. E' quanto riporta una nota, citata dai due esponenti della minoranza, in cui gli uffici della Regione rispondendo a una richiesta del Comune fanno sapere che quei fondi non sono più disponibili dal 2013.
In pratica sono stati ritirati in quanto scaduto il termine, già in precedenza prorogato, per l'avvio dei lavori. Non è servita a scongiurare la perdita del finanziamento la «ridicola motivazione», come la definiscono D'Alberto e Filipponi, con cui l'amministrazione ha tentato di addebitare il ritardo alla recente emergenza sismica. «Chi si assume la responsabilità politica e amministrativa per questa vergognosa vicenda? Chi si dimette? E come si intende riparare ora alla perdita del finanziamento causato dall'inaccettabile immobilismo politico-amministrativo? Quale copertura finanziaria si intende fornire ora all'intervento?»: sono queste le domande su cui i due consiglieri invitano l'amministrazione a riferire al più presto in aula. Secondo loro, infatti, il centrodestra teramano ha rimediato «l'ennesima figuraccia che conferma la totale assenza di programmazione sulle opere pubbliche».
La Carlo Febbo e l'area circostante dovevano essere destinati a spazi pubblici e con i problemi causati dal terremoto l'immobile poteva anche tornare a ospitare studenti. «Lo stato di abbandono invece ha raggiunto ormai un livello talmente insostenibile», evidenziano D'Alberto e Filipponi, «da far scattare anche un serio allarme igienico-sanitario». Il sindaco Maurizio Brucchi replica alle accuse ribaltando i termini della questione. «Siamo stati informati del ritiro del finanziamento solo di recente», afferma, «quando abbiamo comunicato agli uffici regionali che il progetto di recupero dell'ex scuola Febbo era in validazione». In pratica il primo cittadino si difende contrattaccando. «In quattro anni non ci è arrivato un sollecito», evidenzia, «nessuno ci ha chiesto a che punto era la procedura e all'improvviso scopriamo che i fondi non sono più disponili». Questo modo di procedere lascia perplesso Brucchi che ha contattato la Regione per fare chiarezza sulla vicenda. Il sindaco ne ha parlato ieri con il direttore generale dell'ente finanziatore Vincenzo Rivera arrivato in città proprio per fare il punto sui fondi da destinare a opere avviate dal Comune. «Non si può dire che il finanziamento non c'è più dal 2013», insiste il primo cittadino, «proprio nel momento in cui l'assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa comunica che il progetto è pronto». Qualcosa non torna nella vicenda, a detta del primo cittadino. «Verificheremo la possibilità di recuperare quel finanziamento o di attivarne un altro, altrimenti realizzeremo l'opera con risorse nostre», precisa, «il recupero della Febbo resta una priorità». E' da escludere che possa tornare a essere una scuola. «Non ha più caratteristiche idonee» conclude il sindaco.
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