Fraticelli: su Prati di Tivo la politica deve tacere

25 Agosto 2015

TERAMO. La politica su Prati di Tivo dovrebbe fare un po’ di silenzio e ascoltare di più gli operatori del territori, le guide, insomma chi vive e conosce il territorio da vicino. E’ la presa di...

TERAMO. La politica su Prati di Tivo dovrebbe fare un po’ di silenzio e ascoltare di più gli operatori del territori, le guide, insomma chi vive e conosce il territorio da vicino. E’ la presa di posizione di Massimo Fraticelli, responsabile aree protette dell’associazione ambientalista Mountain Wilderness, intervenuto nel dibattito sul futuro della località che ha diviso in questi giorni gli amministratori della Provincia e il centrodestra teramano.

L’associazione non fa sconti a nessuno ricordando che di errori, in passato, ne sono stati commessi da tutti: Regione, Provincia e Comune di Pietracamela. Intanto c’è una questione prioritaria di cui, per gli ambientalisti, bisogna tener conto: gli impianti non siano gestiti più dal pubblico ma dai privati come avviene anche sulle Alpi, dove i consorzi di operatori auto-determinano la redditività e sostenibilità del servizio. Ma Fraticelli pone un altro punto fermo dinanzi al quale la politica dovrebbe fermarsi a ragionare: si è pensato esclusivamente allo sci, al prodotto invernale, senza cogliere che questo prodotto si è esaurito. «Le giornate di innevamento si sono ridotte drasticamente, nevica sempre più tardi e le nevicate non sono più quelle di una volta quando era possibile aprire gli impianti l’8 dicembre. Adesso gli impianti aprono a febbraio e non è possibile pensare a un rilancio se non si esce dalla sola ottica dello sci. Anche in località più rinomate le stazioni invernali si stanno riconvertendo».

Da qui il suggerimento dell’associazione: puntare su altre attrattive. «Posto che il perno sia l’area protetta del Parco», dice Fraticelli, «bisognerebbe puntare su altre attività sostenibili. Penso a escursionismo, sci alpinismo, mountain bike. Sono attività che si praticano liberamente, il territorio si presta e d’altronde turisti olandesi, tedeschi e austriaci scelgono Prati di Tivo per questo». Inutile infine, secondo l’esponente di Mountain Wilderness, coinvolgere un manager del Trentino come suggerito dal consigliere provinciale Verna. «Le Alpi hanno almeno mille metri di territorio in più e hanno potuto sfruttare il territorio anche in quota, noi non possiamo permettercelo. E’ vero infine che operatori turistici e albergatori non rinnovano. I servizi sono da rivedere», conclude Fraticelli, «ma con essi va anche sostenuta un’attività di promozione finora mancata totalmente».(m.d.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA