Gli 11 interinali della Rsa: «Salvate i nostri posti di lavoro»

25 Settembre 2014

Sono 11 gli operatori tecnici addetti all’assistenza (Oss) della Rsa di Casalena: dal 1° ottobre perderanno il posto di lavoro. Ex dipendenti della cooperativa Filadelfia, ora hanno un contratto con...

Sono 11 gli operatori tecnici addetti all’assistenza (Oss) della Rsa di Casalena: dal 1° ottobre perderanno il posto di lavoro. Ex dipendenti della cooperativa Filadelfia, ora hanno un contratto con l’agenzia interinale Etjca. Un passaggio derivante da una decisione della passata amministrazione della Asl, che per varie ragioni ha voluto “reinternalizzare” i servizi. Tanto è stato: dal 1° ottobre – a scanso di colpi di scena – prenderanno servizio gli Oss che hanno vinto l’avviso pubblico. Va da se che gli Oss storici (ex Filadelfia, ora Etjca) perderanno il posto. Da qui l’appello accorato degli operatori della Rsa di Casalena, che ospita anziani con problemi psichici, molti ex degenti dell’ospedale psichiatrico. «Il nostro è un grido d’aiuto che rivolgiamo al governatore Luciano D’Alfonso, all’assessore Silvio Paolucci e al nuovo direttore generale Roberto Fagnano: sono i soli che ci possono aiutare. Abbiamo fiducia nel loro operato e pensiamo che con un po’ di buona volontà si può evitare di mandare via persone che lavorano con questi pazienti anche da 10,15 anni». A parlare sono Francesca Contrisciani, Fausta Troteano, Gabriella Fulgenzi e Carla Bacchetta, anche a nome di altri colleghi. «Noi pensiamo che una soluzione può essere usare la graduatoria dell’avviso per l’ospedale e non per la Rsa, ma comunque qualsiasi soluzione alternativa ai licenziamenti va bene. Ricordiamo che questa è una struttura particolare ed è importante il rapporto che i malati hanno con personale che ormai conoscono bene».

A conferma, Antonio Lolli, parente di una degente: «Non sono un esperto, ma mi sembra controproducente cambiare il personale che ormai ha un legame con i malati, che vengono trattati con affetto e ben accuditi». Antonio Zaccagna, direttore della Rsa osserva: «Io non posso entrare nel merito del percorso amministrativo e burocratico, ma invito chi può a cercare di non far perdere il posto a queste persone, senza ovviamente prevaricare gli interessi a chi ha partecipato all'avviso pubblico. Dal punto di vista medico questi pazienti sono particolari, geriatrici e psichiatrici: sono abituati a questi operatori, hanno una consuetudine di anni con loro. I nuovi Oss magari potrebbero non avere una specifica esperienza, loro li conoscono in maniera approfondita». (a.f.)