Gli operai: «Niente polvere nera nei dintorni della Veco»

MARTINSICURO. La battaglia sull’inquinamento nella zona della fonderia Veco non si assopisce. Negli ultimi giorni sui social sono state postate delle foto in cui si evidenzia polvere nera che...
MARTINSICURO. La battaglia sull’inquinamento nella zona della fonderia Veco non si assopisce. Negli ultimi giorni sui social sono state postate delle foto in cui si evidenzia polvere nera che sarebbe il frutto delle emissioni delle lavorazioni della fonderia.
A difendere l’azienda scendono in campo i lavoratori che hanno fatto un sopralluogo nelle immediate vicinanze per verificare la situazione e documentarla con una rassegna fotografica. «Dopo le foto sui social in cui si evidenzia la polvere nera emessa dall’azienda», fanno sapere le maestranze della Veco, «abbiamo immortalato con delle foto la situazione della zona adiacente la fonderia in occasione di un controllo da parte dei tecnici del Ctu (consulenza tecnica di ufficio). Come evidenziano le foto nel vialetto che costeggia la fabbrica non c’è traccia di polvere nera. Questo lascia dubbi sulle foto apparse sui social, almeno sulla situazione attuale». Dopo due anni di cassa integrazione la ditta è tornata a produrre in maniera continuativa. Ora si lavora in un solo turno ma, viste le richieste, a breve potrebbe tornare a lavorare con un altro turno. «I meriti», sostengono la Rsu e i 50 operai che lavorano alla Veco, «sono di tutti, dalla titolare al direttore, e soprattutto alle maestranze e alla alta qualità dei pezzi realizzati». La storia della fonderia, una delle vecchie realtà produttive di Martinsicuro, da anni è legata all’inquinamento. Si è innescata una battaglia fra i residenti delle abitazioni sorte accanto alla Veco e l’azienda stessa che, negli ultimi anni, ha causato a più riprese il fermo della produzione, a seguito di decine di denunce. Una situazione di precarietà che ha causato problemi alla Veco, ora in concordato preventivo in continuità. Ma che da qualche mese ha ripreso a produrre a buon ritmo. Sandro Di Stanislao
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