Gli uffici comunali sgomberati andranno in piazza Garibaldi

Giudicato idoneo il piano vuoto dell’edificio ex Medio Credito, l’alternativa è l’ex Palazzo della sanità Il settore tecnico martedì riparte al Parco della scienza. D’Alberto: subito i lavori in piazza Martiri
TERAMO. La soluzione per il trasferimento degli uffici comunali inopinatamente sgomberati da piazza Martiri della Libertà è stata individuata. Si tratta di un piano al momento inutilizzato dell’edificio dell’ex Medio Credito di piazza Garibaldi, di proprietà della Provincia. Ieri amministratori e tecnici comunali hanno effettuato un sopralluogo e constatato che l’immobile risponde alle esigenze del settore tecnico del Comune. «Ci vorranno tra i quindici e i trenta giorni», fa sapere l’assessore dell’area tecnica Stefania Di Padova, «per liberare i locali e procedere al cablaggio. Poi potremo trasferirci».
Il sindaco Gianguido D’Alberto lascia aperta la possibilità di altre soluzioni: «Lunedì (domani, ndr) valuteremo anche altri edifici in centro, ad esempio l’ex palazzo della sanità di piazza Martiri Pennesi, che è pure della Provincia. L’obiettivo è in ogni caso restare in centro, non depauperare ulteriormente il cuore storico della città».
D’Alberto e Di Padova sottolineano anche l’esigenza di garantire la continuità del servizio e informano che «da martedì il settore tecnico tornerà operativo presso l’unica sede che ha già postazioni allestite, e cioè il Parco della scienza». Qui saranno occupate provvisoriamente dieci postazioni. Quanto al settore tributi, anch’esso sgomberato, si sta pensando di trasferirlo (dividendolo) nelle strutture comunali già in uso.
E palazzo Pompetti in piazza Martiri, che destino avrà? D’Alberto non ha dubbi: «Il messaggio dev’essere chiaro, non dobbiamo correre il rischio di lasciare abbandonato palazzo Pompetti per anni, di vederlo diventare una scatola vuota. È il mio timore più grande, e quindi – a prescindere dal ricorso che il Comune farà contro l’esito di inagibilità stabilito dalla Protezione civile – interventi immediati intendiamo affidarli. Anni fa venne già redatto un progetto di messa in sicurezza delle parti pubbliche a seguito del primo esito B, un progetto che non venne mai attuato. Quello è un punto di partenza che va rimodulato sulla base del nuovo esito».
Il sindaco non nasconde la preoccupazione per le conseguenze che lo sgombero del settore tecnico può avere nell’ambito di un processo di ricostruzione già di per sé lento e problematico. «Mi preoccupano fortemente», dice, «le scadenze legate ai tanti interventi che dobbiamo fare, speriamo che il rallentamento dell’attività dovuto a questo problema non ci faccia perdere i finanziamenti. Io comunque ho già fatto capire all’Ufficio speciale per la ricostruzione che su palazzo Pompetti bisogna accelerare al massimo».
Nel frattempo, la parte privata e commerciale del palazzo si muove per scongiurare gli sgomberi. Il condominio ha dato un incarico a dei tecnici di svolgere verifiche e fare una relazione asseverata sulla base della quale il Comune potrà firmare un’ordinanza di riapertura parziale.
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