Il comitato Braga «Pronti a trasferire l’istituto fuori città»

28 Maggio 2016

Protesta davanti alla storica sede: «Dichiarata inagibile eppure ospita la segreteria e la corale Verdi, è assurdo»

TERAMO. «Siamo pronti a spostarci altrove, se a Teramo nessuno fa niente». A dirlo sono i componenti del comitato Braga che, ad un anno e mezzo dalla statizzazione, tornano ad accendere i riflettori sulla situazione dell’istituto musicale, ancora in cerca di una sede stabile. Scadrà, infatti, il prossimo 30 giugno la proroga concessa dalla Provincia per l’edificio di via Comi, che attualmente ospita la scuola ma nel quale dovrebbero essere avviati dei lavori di ristrutturazione. La questione è stata nuovamente evidenziata con il sit-in che si è tenuto ieri mattina sotto la storica sede del Braga di piazza Verdi, dove attualmente si trova la segreteria.

«È un paradosso che all’interno di questo edificio, dichiarato inagibile nel 2009 sia dai vigili del fuoco che dalla Protezione civile, continui a funzionare la segreteria», ha detto il presidente del comitato Francesco Capanna, «quando ci è stato interdetto il suo utilizzo per i concerti e le lezioni. Allo stesso modo è qui ospitata la corale “Giuseppe Verdi”. Si faccia chiarezza». Il comitato Braga è sceso nuovamente a protestare, anche a fronte delle imminente riapertura delle iscrizioni. «Cosa dovremmo mostrare ai possibili futuri studenti? Sono mesi che si parla di tavoli di lavoro, di soluzioni come la scuola Molinari o la stessa sede di piazza Verdi», ha aggiunto Capanna, «ma entrambe sono state inserite negli edifici da dismettere. Il Comune non fa nulla e se le istituzioni preposte non ci rispondono non esiteremo a rivolgerci al prefetto».

Il presidente del comitato, infine, fa presente che il Braga dispone già di una sede distaccata a Giulianova e che altri Comuni si sono proposti per accogliere l’istituto. «Da qualche tempo il nostro comitato, composto da genitori e alunni, è stato inserito nel consiglio d’amministrazione come organo consultivo», ha concluso Capanna, «non esiteremo a proporre un trasferimento in un altro comune, se nessuno fa nulla. Le proposte ci sono state, quel che ci serve è solo una sede degna di questo nome. Abbiamo più di 300 studenti, non bastano otto aule dislocate in posti diversi, ne servirebbero almeno il doppio».

Chiara Di Giovannantonio

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