Il computer era spento quando Leonardo Di Loreto è stato ritrovato senza vita

Al via le prime audizioni delle persone informate sui fatti, per ora nessun indagato. La maschera antigas era stata comprata da tempo. Oggi l’autopsia
ROSETO DEGLI ABRUZZI. Il preludio di un finale terribile. Investigatori e inquirenti lo cercano da quattro giorni sapendo che la strada da seguire in inchieste come queste è sempre in salita. In un fascicolo giudiziario per istigazione al suicidio per ora senza indagati – in attesa di autopsia e accertamenti tecnici su pc, telefonino e tablet – entrano le prime audizioni di persone informate sui fatti, familiari e amici, che i carabinieri stanno sentendo in questo ore. E una certezza: il computer davanti a cui Leonardo Di Loreto è stato trovato senza vita era spento. E anche un’altra: la maschera antigas che il giovane aveva sul volto – collegata a una bomboletta di gas refrigerante – era nella sua disponibilità ormai da tempo così come è stato accertato dai carabinieri che indagano e confermato da alcune foto pubblicate sui social.
Ma la realtà non la si può leggere attraverso il filtro dei social e oggi che Leonardo non c’è più le indagini dovranno chiarire se sia trattato di un gesto estremo o di un gioco di ruolo finito male, se qualcuno abbia assistito – con collegamento dal cellulare – e non abbia chiesto aiuto quando la situazione è precipitata.
Le prime risposte potranno arrivare dall’autopsia in programma per oggi (disposta dalla pm Monia Di Marco e affidata al medico legale Davide Girolami) che dovrà stabilire se la morte sia stata causata dall’inalazione o da un improvviso malore. O se ci siano state delle concause. In attesa di queste certezze, i carabinieri in queste ore stanno ascoltando, sempre nella loro veste di persone informate sui fatti, coloro che lo conoscevano e che si sono sentiti con lui nelle giornate di sabato e domenica così come ricostruito dai primi accertamenti fatti sul telefono cellulare del ragazzo che abitava con la famiglia a Roseto e che da tempo era impegnato in note attività di promozione per il riconoscimento dei dritti della comunità Lgbtqia sia nel contesto regionale che in quello nazionale.
Di Loreto, laureato in Scienze della Comunicazione, era il segretario dell’associazione Rumore che promuove e tutela i diritti della comunità Lgbtqia+ che ora piange “Faiar”, il nome con cui il 27enne rosetano era conosciuto nel mondo virtuale dove aveva tenuto incontri aperti e di recente aveva avviato anche un canale Youtube dove raccontava le sue passioni e il suo mondo. Passioni che lo avevano più volte portato in Germania. E il suo sogno, raccontano gli amici, era quello di trasferirsi a Berlino. Per fine ottobre, infatti, stava organizzando un incontro in Germania e a novembre ne era in programma un altro in Francia.
«È con immenso dolore», la nota del direttivo dell’associazione Rumore, «che abbiamo appreso la notizia della scomparsa del nostro segretario e caro amico Leonardo “Faiar” Di Loreto, una persona splendida dotata di rara sensibilità e umanità. Il suo forte senso di comunità lo ha portato ad essere molto conosciuto in tutta Italia e in Germania dove si recava spesso per seguire le sue passioni».
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