Il consiglio comunale è pronto a dire no al taglio del collegio

Accolta la proposta di Bartolini, il 22 si voterà una mozione Ponziani punge le istituzioni: «Non si vedono atti concreti»
TERAMO. La questione relativa alla cancellazione del collegio elettorale di Teramo arriverà presto in consiglio comunale. Nella conferenza dei capigruppo di ieri mattina il presidente del consiglio comunale, Alberto Melarangelo, e il sindaco Gianguido D’Alberto hanno infatti raccolto l’istanza del consigliere di Italia Viva Flavio Bartolini volta a elaborare un'apposita mozione da approvare nel consiglio del 22 dicembre.
«Si è dato mandato alla conferenza dei capigruppo, quindi a tutti i gruppi consiliari», spiega il Comune in una nota, «di elaborare un documento, che verrà approvato all’unanimità, nel quale si denuncia la mortificazione della rappresentanza parlamentare del nostro territorio, tra i pochissimi in Italia, e lo smembramento di fatto di una provincia storica che perderebbe i propri rappresentanti in Parlamento». Il documento sarà successivamente inviato alla Camera, al Senato, al ministro per i Rapporti con il Parlamento e alle commissioni Affari Costituzionali, «in modo da sventare questo pericolosissimo progetto», sostengono sindaco e presidente del consiglio, «che allontanerebbe ancora di più i cittadini dalle istituzioni».
Nella sua richiesta di elaborare una mozione condivisa Bartolini ha sottolineato che «la scomparsa di Teramo come collegio è solo l’attuale tappa di un treno che viene da lontano», ricordando tra le ultime vicende quella relativa alla fusione tra la Camera di commercio di Teramo e quella dell'Aquila. «La scomparsa dalle mappe dei collegi italiani di Teramo (spacchettata tra L’Aquila e Pescara), ridisegnati dopo la sciagurata riforma costituzionale sulla rappresentanza, votata con il referendum dello scorso ottobre», ha sottolineato, «è la conseguenza logica dell’abbandono che la politica locale ha operato da anni in questa terra. Lo scollamento, tra i rappresentanti legislativi e gli elettori, si consuma da anni».
Sulla questione ieri è intervenuto anche l'ex direttore della biblioteca provinciale Delfico ed ex assessore alla cultura del Comune di Teramo Luigi Ponziani, che in una nota ha chiesto al sindaco di Teramo e al presidente della Provincia di passare dalle parole ai fatti. «A fronte di questa scellerata decisione abbiamo ascoltato qualche dichiarazione e presa di posizione (spesso flebile e in ritardo) di generica condanna, ma non mi sembra che si stiano approntando azioni concrete. Vi è l’impellenza di uscire dalla generica lamentazione e passare ad atti concreti», ha detto Ponziani, «non si vorrebbe che l’inerzia (o l’ipocrisia) di oggi si tramutasse un domani in recriminazione imbelle e frustrante». (a.m.)
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