Il medico “no vax” arrestato: gli atti alla Procura teramana

I magistrati di Catanzaro hanno trasmesso il fascicolo dell’inchiesta per competenza territoriale Il professionista è accusato di omicidio colposo per la morte di un uomo deceduto in Campania
TERAMO. Passa ufficialmente alla Procura di Teramo l’inchiesta sul medico Roberto Petrella, finito agli arresti domiciliari per omicidio colposo di un paziente. Per l’accusa (l’inchiesta partita dalla Procura di Catanzaro nell’ambito di una più vasta indagine sulle posizioni no vax del professionista teramano) le terapie consigliate telefonicamente a un suo paziente di Caserta avrebbero causato la morte dell’uomo stroncato da un infarto.
Il gip di Catanzaro nell’emettere l’ordinanza di custodia cautelare si è dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che, ritiene l’autorità giudiziaria, la presunta condotta omissiva del medico sia avvenuta a Teramo con le telefonate intercorse tra Petrella e i familiari del paziente poi deceduto. Quindi la Procura di Catanzaro ha già inviato gli atti a quella teramana con il pm titolare del fascicolo che ora dovrà chiedere una nuova misura nei confronti del professionista teramano.
Intanto per Petrella, che mercoledì mattina si è difeso per tre ore davanti al giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia per rogatoria respingendo tutte le accuse, nelle prossime ore è atteso il pronunciamento del gip di Catanzaro sul mantenimento della prima misura. Il giudice, nel frattempo, ha accolto l’istanza per far entrare nell’alloggio del medico una sua collaboratrice. Per il momento il difensore, l’avvocato Tommaso Navarra, non ha presentato richieste di sostituzione della misura. La vicenda che ha portato all’aresto è emersa nell'ambito di un'altra inchiesta, partita mesi fa e ancora in corso, che la magistratura di Catanzaro ha avviato sulle posizioni no vax del medico, destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei medici. Da quel filone principale, tramite le intercettazioni telefoniche, è scaturito lo stralcio di un camionista casertano di 68 anni, con numerosi problemi di salute, che dal 2020 era in cura da Petrella. L’uomo e la compagna, come da questa riferito agli investigatori, avevano visto su Facebook diversi video del medico e l'avevano poi incontrato per dei consulti.
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