Il Mercatone non chiude il 15 ma gli scaffali sono vuoti

9 Giugno 2015

PINETO. «Il Mercatone di Scerne non chiuderà». Almeno, non subito. Dopo l’incertezza dei giorni scorsi sulle sorti del punto vendita pinetese interviene sull’argomento direttamente il primo cittadino...

PINETO. «Il Mercatone di Scerne non chiuderà». Almeno, non subito. Dopo l’incertezza dei giorni scorsi sulle sorti del punto vendita pinetese interviene sull’argomento direttamente il primo cittadino Robert Verrocchio, che in una dichiarazione pubblicata sulla pagina del suo profilo Facebook scrive: «Il ministero delle Attività produttive ha comunicato che il Mercatone Uno di Pineto rientra tra i punti vendita che continueranno a lavorare. Si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel e l'impegno di tutti quanti sta producendo i suoi risultati». La nota prosegue: «Non è ancora il momento di festeggiare, perchè questa vertenza rimane complessa e dobbiamo rimanere vigili. Noi come amministrazione ci siamo stati, ci siamo, e ci saremo, ovunque si parlerà del futuro del punto vendita di Pineto. Aspettiamo che gli scaffali tornino pieni e le casse tornino a lavorare come si deve. Intanto, prendiamoci questa notizia che fa tirare un piccolo sospiro di sollievo ai dipendenti».

La paventata chiusura era stata denunciata dal consigliere d’opposizione Santino Ferretti, che aveva portato all’attenzione la notizia trapelata dai commissari dell’azienda, che per il prossimo 15 giugno avevano di fatto disposto la sospensione dell’attività in 35 dei 79 negozi del gruppo nazionale Mercatone. Tra queste potevano rientrare sia la sede di Scerne che quella di Sambuceto, entrambe in amministrazione straordinaria dal 7 aprile scorso. Al momento rimane comunque l’incognita di quando verrà fatto un vero e proprio rifornimento della merce. Gli scaffali della sede di Scerne sono ancora semivuoti in diversi reparti e il settore dell’arredamento e degli elettrodomestici dopo la svendita totale durata circa due mesi rimane ancora con pochi articoli. Una dipendente fa notare: « Senza prodotti e senza sconti la clientela non è incentivata a spendere, occorre ora una forte politica di prezzi bassi ed un rifornimento massiccio».(d.f.)

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