Il piano industriale del Ruzzo stroncato dal commissario Ato
Raffica di osservazioni di Caputi al progetto di rilancio dell’acquedotto redatto da Forlini Brucchi attacca: «Ora basta, noi sindaci dobbiamo tornare a governare le scelte strategiche»
TERAMO. Il Ruzzo avrà presto il suo piano industriale ma servirà a poco. Per il 18 aprile è convocata l'assemblea dei sindaci che concluderà la serie di incontri, avviata ieri con la prima seduta, dedicata al varo del documento in cui la società acquedottistica delinea strategie e obiettivi su personale, investimenti, manutenzioni e risanamento dei conti. Sul provvedimento, ritenuto di capitale importanza dai primi cittadini e in particolare dal teramano Maurizio Brucchi, incombe il giudizio del commissario dell'Ato Pierluigi Caputi. La sua scure in realtà si è già abbattuta sul piano firmato dal presidente del Ruzzo Antonio Forlini, concretizzandosi in una sfilza di osservazioni seguita all'esame preventivo del documento che, se integralmente recepite, ne stroncherebbero l'efficacia.
Il tiro alla fune su provvedimento, ennesima conferma quanto meno dell'incomunicabilità tra l'organo d'indirizzo commissariato e la società di gestisce il servizio idrico, snerva i sindaci che sono usciti dall'assemblea di ieri mattina pronti a usare l'artiglieria pensante pur di riprendere il controllo dell'Ato. «Non è possibile proseguire con un commissariamento iniziato otto anni fa», attacca Brucchi, «che vincola investimenti e scelte strategiche senza alcun coinvolgimento da parte nostra». I sindaci, insomma, rivendicano quel "potere d'indirizzo" che gli spetterebbe di diritto se l'ente d'ambito non fosse in mano al solo Caputi e se comunque venisse completata la riforma della gestione del ciclo idrico. Per questo i primi cittadini hanno deciso di stilare un documento che consegneranno in delegazione al governatore Luciano D'Alfonso.
«Si tratta di un'iniziativa bipartisan», tiene a precisare Brucchi, «con cui chiederemo di superare il commissariamento e di rientrate in possesso delle prerogative che ci attribuisce la legge». Ne va, sempre a detta del primo cittadino teramano, dell'efficienza del servizio e delle ricadute sulla popolazione. Il piano industriale di Forlini incontra il favore di Brucchi, che in assemblea ha un peso non decisivo ma senza dubbio maggiore rispetto ai colleghi degli altri comuni soci. Il documento ridefinisce gli investimenti avviati, il più importante dei quali riguarda la realizzazione del collettore per portare più acqua sulla costa con una spesa di 31 milioni, riorganizza la pianta organica e mette in cantiere opere di manutenzione diventate indispensabili dopo l'ultima ondata di maltempo che ha lasciato per giorni senz'acqua migliaia di famiglie. La sistemazione delle condotte, stante l'impossibilità del Ruzzo a contrarre nuovi debiti, dovrebbe essere pagata con l'aumento delle tariffe. Su questo punto l'assemblea è molto cauta, ma per ora l'ultima parola spetta a Caputi.
Gennaro Della Monica
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