Il presidente Liberati: «In Abruzzo non c’era nessuno in grado di soccorrerla»

In una recente intervista al “Centro” il presidente della Bcc di Roma Francesco Liberati (nella foto), 79 anni, originario di Scurcola marsicana, ha dichiarato a proposito dell’acquisizione della Bcc...
In una recente intervista al “Centro” il presidente della Bcc di Roma Francesco Liberati (nella foto), 79 anni, originario di Scurcola marsicana, ha dichiarato a proposito dell’acquisizione della Bcc di Teramo: «Non vogliamo per forza acquisire la Banca di Teramo, ma vorrei precisare che nessuna delle banche abruzzesi è in grado di soccorrerla. Ecco perché noi interveniamo, per salvaguardare le insegne del credito cooperativo in questa grossa città e per salvaguardare anche i posti di lavoro».
La Banca di credito cooperativo di Roma nel dicembre scorso ha perfezionato l’acquisizione delle attività e passività della Banca Padovana di credito cooperativo, dando vita ad una nuova realtà da 12,3 miliardi di euro di attivo patrimoniale, 1.477 dipendenti, oltre 360.000 clienti, una presenza in Lazio, Abruzzo e Veneto attraverso 209 sportelli e impieghi complessivi alla clientela per 6,8 miliardi di euro. L'operazione, che ha portato alla acquisizione delle attività e delle passività della Banca Padovana di credito cooperativo, comprese le 28 agenzie e i relativi immobili, si è conclusa grazie all’intervento del Fondo di garanzia Istituzionale del credito cooperativo che si occuperà, attraverso un apposito veicolo, della gestione di 650 milioni di euro di crediti in sofferenza, non rilevati da Bcc di Roma, e del rimborso dei prestiti subordinati alla clientela retail per 29 milioni di euro, i cui fondi sono stati già stanziati.
Bcc di Roma, dopo l'acquisizione della Banca Padovana in grave crisi finanziaria, ha consolidato la sua posizione di maggiore istituto cooperativo italiano. A dicembre contava di chiudere il 2015 con un utile netto di 18,5 milioni di euro e indici ben al di sopra dei minimi regolamentari.

