Il sindaco di Alba: «Il ponte di legno riapre tra 15 giorni»

20 Luglio 2014

Piccioni: «Capisco i disagi e le lamentele ma non potevamo fare diversamente per un problema di sicurezza»

ALBA ADRIATICA. Enormi i disagi e ancora tantissime le polemiche, ma il ponte di legno ciclopedonale alla foce del Vibrata dovrebbe riaprire già nei primi giorni di agosto, una volta terminata la messa in sicurezza. Nel frattempo è danno di immagine, ma anche economico, per Villa Rosa e Alba Adriatica, mai così distanti tra loro da quando, negli anni ’90, è stato realizzato il ponte che collega le rispettive piste ciclabili. Ieri, infatti, all’avvio di uno dei fine settimana più “caldi” del turismo estivo, sono stati tanti i turisti che hanno scoperto loro malgrado della chiusura del ponte, avvenuta in realtà giovedì. A chi è vittima dei disagi, il sindaco di Alba Adriatica Tonia Piccioni spiega: «I lavori dovrebbero durare 15 giorni e noi solleciteremo la ditta impegnata nell’opera a terminare il più presto possibile. Capisco le lamentele, ma purtroppo l’iter burocratico in questi casi è lungo e tra perizie, sopralluoghi e atti ci sono voluti quasi otto mesi. Ma per l’incolumità delle persone non potevamo non eseguire i lavori e non chiudere il ponte, visti anche alcuni atti vandalici di cui la struttura è stata oggetto nei giorni scorsi». La chiusura del ponte è quindi un male necessario secondo il sindaco albense, che dice di aver iniziato a lavorare ad una soluzione al problema già da ottobre scorso, insieme al sindaco di Martinsicuro Paolo Camaioni. Quello del degrado delle assi del ponte di legno e della sua struttura, però, è un problema visibile da anni e che non ha mai visto lavori di manutenzione prima di oggi, a fronte di uno sconsiderato attraversamento da parte di ciclomotori più volte segnalato dai cittadini. La prima chiusura del ponte, ma solo per la metà dedicata al transito delle biciclette, è arrivata ad aprile dopo che una relazione tecnica ha certificato «uno stato di degrado più o meno avanzato in diversi elementi e i particolar modo delle travi di monte adiacenti alla pila centrale, in corrispondenza del quale si è verificato un abbassamento dell’impalcato di circa 10 centimetri». I lavori di messa in sicurezza, approvati definitivamente a metà giugno e cominciati giovedì, costeranno ai due comuni 20mila euro e permetteranno di tamponare il problema per pochi anni. Poi, per risolvere definitivamente i problemi strutturali serviranno lavori di manutenzione molto più corposi.

Luca Tomassoni

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